Lavoro/ Monti: "L'art.18 scoraggia gli investimenti. La monotonia? Equivoco per frase fuori contesto"

"Una frase come quella, presa fuori dal contesto, può prestarsi a un equivoco". Mario Monti coglie l'occasione del videoforum con Repubblica.it per "chiarire il mio pensiero" a proposito della "monotonia" del posto fisso. "Se intendiamo per 'fisso' un posto che ha una stabilità e tutele, certo è un valore positivo. La mia frase serviva - dice il presidente del Consiglio - che i giovani devono abituarsi all'idea di non avere un posto fisso per tutta la vita, come capitava alla mia generazione o a quelle precedenti, un posto stabile presso un unico datore di lavoro o con la stessa sede per tutta la vita o quasi".
Meglio invece "abituarsi a cambiare spesso luogo o tipo di lavoro e Paese. Questo - sottolinea - non è da guardare con spavento, come una cosa negativa. Gli italiani e i giovani - sottolinea - hanno in genere troppa diffidenza verso la mobilità e il cambiamento".
ART.18 CENTRALE PER PASSARE DA MITI A REALTA'. L'articolo 18 "è centrale nella discussione nel senso che e' uno dei temi della discussione e poiche' in passato per alcuni era la punta di una spada offensiva, mentre per altri era il centro dello scudo difensivo, sembrava una contrapposizione tra Oriazi e Curiazi". Mentre, "il nostro scopo e' di passare dai simboli e miti alla realtà pratica e pragmatica, al tavolo stiamo vedendo con ministri e datori lavoro e sindacati come si puo' contemperare la garanzia del rispetto di certi diritti del singolo lavoratore con forme che non scoraggino le imprese dall'assumere maggiormente e compararci con le discipline di altri paesi. Tante volte in Italia - ricorda Monti - ci siamo distinti per il Paese che piu' si e' distinto per avere la perfezione dei diritti in astratto, ma spesso poi si e' tradotta in scarsa garanzia per quegli stessi che devono essere tutelati da quei diritti".
LAVORO: MODELLO E' DANIMARCA. "Il modello e' la Danimarca, anche se non dobbiamo diventare tutti danesi".
LAVORO: TROVARLO A GIOVANI OBIETTIVO CENTRALE GOVERNO. "Creare lavoro per i giovani e' l'obiettivo centrale di tutta la politica economica e sociale del governo, se ci si riesce e ci vorra' del tempo, ma questo non significa che i giovani debbano e possano avere quel lavoro per tuttta la loro esistenza, il cambiamento e' da guardare positivamente e non negativamente".
LAVORO: TUTELARE CHI SI TROVA ORA QUASI IN SCHIAVITU'. "Avere la sfida del cambiamento di lavoro nel corso della propria vita e' una cosa positiva, e' una cosa che stimola, per arrivare a dare un lavoro ai giovani bisogna tutelare un po' meno chi e' gia' molto tutelato, quasi blindato nella cittadella, mentre c'e' chi si trova quasi in una situazione di schiavitu', in una forma estrema di precariato".
MUTUI? BANCHE GUARDINO CONTINUITA' PIU' CHE 'POSTO'. Il posto fisso sara' 'monotono' ma le banche ci tengono per concedere un mutuo. "Non certo perche' monotono ma perche' fisso. La domanda e' diretta e intelligente e chiama in causa per certi aspetti il sistema bancario", dice Mario Monti che nel videoforum con Repubblica.it spiega che "piu' il sistena delle banche si modernizza, piu' e' capace di valutare il potenziale di reddito di un'azienda, o di una famiglia o di un individuo, piu' che guardare all'immobile a garanzia o al contratto di lavoro che dia continuita'". "Per il singolo lavoratore - prosegue il presidente del Consiglio - se dimostra di aver avuto una serie di lavori e avendoli cambiati ha una prospettiva di mobilita', una capacita' di reddito e di poter avere lavori, per avere prestiti allora non occorre piu' che il lavoro sia sempre presso quella azienda". "Occorre creare piu' occasioni di lavoro per giovani. In parte per come si distribuiscono le tutele del mercato del lavoro: piu' occasioni, un po' meno trincerate ma numerose e il Paese nel totale - ribadisce - sia capace di creare piu' o meno posti a seconda di quanto e' competitivo. Gli sforzi che facciamo mirano a essere piu' competitivi".


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