Lavoro/ Manageritalia scrive a Sacconi: detassare le retribuzioni variabili
La proposta – che è stata formalizzata con una lettera inviata al Ministro del Welfare Maurizio Sacconi e resa pubblica con una campagna di comunicazione sui quotidiani – mira a premiare la componente variabile delle retribuzioni per tutti i redditi da lavoro dipendente (attualmente la legge prevede un tetto a 35mila euro lordi) riducendo la tassazione al 10%, su una quota massima del 10% della retribuzione totale, per un importo massimo di 10mila euro lordi.
La misura, se attuata, produrrà risultati positivi nelle buste paga di tutti lavoratori. Ecco alcuni esempi:
· A un lavoratore dipendente con qualifica di operaio/impiegato che ha una retribuzione annua lorda di 25mila euro fissi più 2.500 euro variabili, il provvedimento permetterà di far aumentare la retribuzione netta annua di ulteriori 460 euro circa rispetto alla normativa attuale che permette di già di ottenere circa 220 euro in più in busta paga.
· A un lavoratore dipendente con qualifica di quadro che ha una retribuzione annua lorda di 50mila euro fissi più 5.000 euro variabili, il provvedimento permetterà di far aumentare la retribuzione netta annua di circa 1.440 euro circa.
· A un lavoratore dipendente con qualifica di dirigente che ha una retribuzione annua lorda di 100mila euro fissi più 10mila euro variabili, il provvedimento permetterà di far aumentare la retribuzione netta annua di 2.960 euro circa.
“Si tratta di una misura facile da attuare e sostenibile economicamente, che proponiamo venga finanziata attingendo a una minima parte di quanto il Governo prevede di incassare dalla tassazione del 5% sul rientro dei capitali previsto dall’operazione scudo fiscale” – afferma il presidente di Manageritalia, Claudio Pasini –. Questa soluzione, tra l’altro, potrà compensare almeno parzialmente il lavoro dipendente che, con le ritenute alla fonte, viene tassato fino all’ultimo centesimo a fronte di un’evasione fiscale che ha assunto proporzioni scandalose.
L’intenzione di Manageritalia è quella di ricostruire un clima di fiducia nel mondo del lavoro, migliorando i rapporti tra le imprese e i propri collaboratori, valorizzando il capitale umano e rafforzando la motivazione dei lavoratori dipendenti, sia del pubblico, sia del privato, stabilendo un forte legame tra risultati, retribuzioni e aumento del potere d’acquisto, a tutto vantaggio della produttività e della competitività dell’intero sistema paese.
“Questo intervento permetterà permette di definire un nuovo modello di partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, basato sulla condivisione delle responsabilità e la valorizzazione del merito, tra gli obiettivi delle politiche sul lavoro di questo Governo – continua Claudio Pasini –. Riteniamo che l’Italia non possa permettersi di avere una delle più basse produttività del lavoro rispetto alle altre economie avanzate. Con questa proposta Manageritalia lancia un forte segnale e dimostra la capacità della dirigenza di partecipare all’attuazione di quei grandi processi di cambiamento di cui il mondo del lavoro e i modelli retributivi attuali hanno urgente bisogno”



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