Lavoro/ Guidi ad Affari: "Via l'art. 18. Il resto è aria fritta. Bombassei o Squinzi per la presidenza di Confindustria? Meglio Mr Brembo"

Di Andrea Deugeni
Mentre il ministro del Welfare Elsa Fornero sta per inviare a Confindustria e sindacati un documento sulla riforma del mercato del lavoro, una parte dell'associazione degli imprenditori ha le idee chiare su ciò che in realtà possa promuovere gli investimenti e la crescita delle aziende. "Il contratto unico non risolve assolutamente nulla. Bisogna togliere il reintegro dal posto del lavoro da sostituire con un risarcimento, come avviene in tutto il resto del mondo. Se non si fa quello, tutto il resto è aria fritta", dice Guidalberto Guidi (nella foto a destra con il numero uno della Brembo Alberto Bombassei), presidente di Ducati Energia ed ex vicepresidente di Confindustria, intervistato da Affari. "Il contratto unico non fa che allungare il periodo di prova", aggiunge. E per il post-Marcegaglia, meglio Bombassei o Squinzi? "Il presidente della Brembo è più adatto". Ecco perché.
L'INTERVISTA
Il decreto ribattezzato dal presidente del Consiglio Mario Monti cresci-Italia stanzia 5,7 miliardi per il pagamento della PA nei confronti delle imprese fornitrici di enti e ministeri. Confindustria è soddisfatta?
"E' soltanto un primo passo, certo, molto importante, ma siamo a circa a un decimo di quanto lo Stato deve al sistema delle imprese, oneri che si aggirano intorno ai 70-80 miliardi di euro".
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Pagamenti PA/ Secondo il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, il dl liberalizzazioni stanzia per la tempestività dei pagamenti della Pubblica amministrazione la cifra di 6 miliardi, "pari a circa 12mila miliardi delle vecchie lire". Il decreto prevede tre diverse forme di finanziamento: l'integrazione dei fondi speciali derivanti dai residui passivi; il pagamento, su richiesta, tramite titoli di Stato; un miliardo per provvedere all'estinzione dei crediti per i consumi intermedi. |
Secondo il Governo, questo decreto darà una scossa importante all'economia...
"Le liberalizzazioni sono sacrosante, ma ho delle perplessità sul fatto che queste misure riescano a risollevare la congiuntura".
Perché?
"I problemi della competitività del nostro Paese sono altri. Le misure messe in campo non riusciranno più di tanto a far crescere il Pil. Sono molto più incisive le decisioni del Cipe che ha sbloccato fondi per le grandi opere per circa 6 miliardi di euro".
Come giudica il tavolo sul lavoro fra governo e parti sociali? E' partito un po' in salita...
"Aspetto di vedere quello che faranno. Non dico che il tema del lavoro possa far ripartire l'Italia, ma è certamente, come ha ricordato lo stesso Monti, una delle leve fondamentali da azionare. Quella sull'articolo 18 della legge 300 del 1970 è una di queste ".
Può spiegare?
"O si tocca l'articolo 18 altrimenti è inutile continuare a parlare di misure in grado di attrarre investimenti esteri in Italia o di far crescere le imprese. S'intenda bene: non è che l'eliminazione o l'attenuazione dell'articolo 18 porti automaticamente a un aumento dei posti di lavoro, perché le aziende assumono soltanto quando vedono prospettive di crescita del mercato e, oggi purtroppo, non ci sono. E' chiaro però che il reintegro nel posto di lavoro sia un'anomalia tutta italiana che all'estero non capiscono. Esisteva in Grecia e in Giappone, ma l'hanno eliminata subito".
Si dice che sindacati e Confindustria stiano elaborando un documento comune sul lavoro da presentare al ministro del Lavoro Elsa Fornero. Di cosa si tratta?
"Dubito che possa nascere qualcosa di risolutivo per il mercato del lavoro da un documento comune fra le parti sociali".
Secondo indiscrezioni, la Fornero sarebbe propensa ad introdurre un contratto unico o, comunque, uno prevalente in grado di semplificare l'ampio spettro contrattuale che alimenta la precarietà. Che ne pensa?
"Il contratto unico non risolve assolutamente nulla. Bisogna togliere il reintegro dal posto del lavoro da sostituire con un risarcimento, come avviene in tutto il mondo. Se non si fa quello, tutto il resto è aria fritta. Il contratto unico non fa altro che allungare di tre anni il periodo di prova. Se non si toglie la zeppa dell'articolo 18, alla fine dei tre anni o le imprese hanno la certezza di aver bisogno di quel lavoratore o lo lasciano a casa".
A maggio si elegge il nuovo presidente della Confindustria. Fra Alberto Bombassei e Giorgio Squinzi chi vedrebbe meglio al posto di Emma Marcegaglia?
"Sono tutti e due degli ottimi imprenditori, ma in questo particolare momento storico credo che Bombassei sia più adatto per ricoprire il ruolo di presidente dell'associazione".
Perché?
"Le esperienze professionali e il mondo da cui proviene Bombassei sono più attinenti al contesto che stiamo vivendo. Viene dal settore metalmeccanico ed ha avuto un approccio molto diverso al sistema delle relazioni sindacali di quanto, invece, abbiano fatto fino ad ora i chimici (settore guidato fino a poco tempo fa dal presidente della Maipei Giorgio Squinzi, ndr). Rispetto al Pil, poi, l'incidenza del costo del lavoro del settore metalmeccanico è molto più elevato".


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