Lavoro/ Il Governo accelera, mercoledì vede le parti sociali
Riforma del mercato del lavoro all'ordine del giorno: il Governo accelera e convoca per mercoledi' un nuovo incontro con le parti sociali. Continuano intanto gli sforzi dei sindacati per trovare una posizione comune e arrivare a un documento condiviso anche dalla realta' degli imprenditori. E domani la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, incontrera' i dirigenti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per un confronto sulla riforma del mercato del lavoro, in vista del tavolo con il governo previsto per mercoledi'. Positivo l'incontro odierno tra le rappresentanze sindacali e Rete imprese Italia.
Per Raffaele Bonanni, leader della Cisl, "e' andato molto bene. Abbiamo discusso di come impostare una posizione comune. E' stato fatto un buon passo in avanti con gli imprenditori - ha sottolineato il leader sindacale - perche' non rifiutano l'estensione delle tutele ma pongono il problema di come utilizzare bene i soldi dell'intero sistema per orientarli sulle cose piu'' importanti". Dello stesso avviso il segretario della Uil, Luigi Angeletti, che parallelamente, ha voluto riportare l'attenzione sull'occupazione, e non solo sull'articolo 18, ricordando che "il rischio e' quello di parlare di un problema che e' importante, ma non il piu' importante". Per il segretario della Uil, e' necessario invece che si pensi a "norme che facilitino l'ingresso nel mondo del lavoro".
Per il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, "la lotta alla precarieta' deve essere la vera priorita' della riforma del mercato del lavoro". "La teoria delle diminuzione dei diritti non puo' funzionare: e' uno schema gia' percorso e fallimentare", ha commentato il sindacalista, ricordando che "per cambiare davvero e' necessario superare la precarieta' e creare un ammortizzatore sociale universale, che guardi soprattutto a chi ne e' privo".
Intanto, il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha annunciato l'intenzione di chiedere al comitato centrale di proclamare uno sciopero generale della categoria da tenersi ai primi di marzo. Una mobilitazione pensata dal segretario delle tute blu "sia per riconquistare il contratto, sia per impedire che il modello Fiat si espanda in Italia e sia per dire con chiarezza che non bisogna modificare l'articolo 18 e che il Governo Monti deve fare politiche diverse da quelle di Berlusconi".


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