Lotta dura/ Samuele Landi, ex a.d. di Eutelia, scende in politica con IdI

Lunedì, 28 dicembre 2009 - 18:30:00
Pmi/ Uno stanziamento di 12,5 milioni di euro per finanziare progetti per il trasferimento tecnologico e per la creazione di nuove imprese hi-tech nelle aree sottoutilizzate. E' quanto prevede un decreto firmato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. "Con questa iniziativa - ha detto il ministro - il Governo intende porre un altro tassello a favore del tessuto delle piccole e medie imprese al fine di favorire processi e progetti ad alto contenuto di innovazione tecnologica in aree del Paese più svantaggiate creando in tal modo non solo un significativo volano imprenditoriale con contenuti avanzati, ma stimolando anche la formazione di nuova occupazione qualificata. A tal fine - ha aggiunto Scajola - riteniamo particolarmente efficace il coinvolgimento, oltre che delle Università e dei centri di ricerca specializzati sulle tecnologie da trasferire, anche delle Associazioni imprenditoriali che hanno forti legami con il territorio e sono in grado di intercettare al meglio i bisogni di innovazione delle filiere produttive"

landi

Samuele Landi
L'imprenditore toscano Samuele Landi, ex amministratore delegato di Eutelia, gruppo specializzato nella gestione di call center quotato in Borsa, scende in campo in politica. Rassegnate le sue dimissioni dalla carica di consigliere a metà novembre (dopo la vicenda Agile-Omega), Landi, esponente della famiglia aretina che controlla il 37% di Eutelia, ha fondato il suo movimento Imprenditori d'Italia (IdI).

Il suo programma per il 2010 si sintetizza in "pochi punti concreti" quali la riduzione della spesa pubblica, la riduzione delle tasse, la riforma della giustizia e del sistema del lavoro, l'incremento della sicurezza, lo sviluppo del Sud e il miglioramento del servizio pubblico. Punti attorno ai quali Landi propone alcuni spunti di riflessione che contraddistinguono la sua posizione in modo più marcato rispetto alle analisi e alle proposte tanto di Confindustria quanto del Governo.

Così parlando di riduzione della spesa pubblica, in particolare della "spesa primaria", Landi suggerisce di "ottimizzare il personale esistente ed evitare, almeno per un po', ogni nuova assunzione", chiede di poter licenziare i "fannulloni" e chiunque risulti "inefficiente, falsamente ammalato, condannato per reati penali contro il patrimonio o le persone", allineare gli stipendi al settore privato e "tagliare le consulenze esterne del 50% ogni anno rispetto all'anno precedente tendendo allo zero nell'arco di 3-5 anni".

Riducendo la spesa pubblica "di almeno il 20%", sottolinea l'imprenditore, "si abbatterebbe anche l'esorbitante indebitamento dello stato italiano" dando modo così di tagliare parallelamente anche le tasse "del 20%" a tutti i cittadini e le imprese, in particolare abolendo l'odiata Irap, detassando gli straordinari e i premi di produttività, consentendo il versamento dell'Iva solo dopo l'incasso, garantendo il rimborso dell'Iva stessa entro 60 giorni ed abolendo gli studi di settori, "aberrazione unica al mondo".

Quanto al tema della riforma del mercato del lavoro, Landi nota che "l'Italia non ha manodopera a basso costo ed il settore manifatturiero non può essere competitivo sul mercato mondiale", meglio dunque puntare su "turismo, telecomunicazioni, informatica, alta tecnologia in genere", settori che rappresentano le "colonne portanti del nostro futuro" per le quali l'imprenditore aretino propone la riduzione dell'Iva e il finanziamento di centri di ricerca "solo per obiettivi concreti" quali brevetti vendibili sul mercato mondiale. Ma per attuare concretamente il primo articolo della Costituzione italiana Landi propone anche di dare a tutti "l'opportunità e il dovere di lavorare".

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