"Pensioni, sono stato fregato da Monti"/ Continua il dibattito su Affari. Leggi le mail arrivate in redazione

Prosegue su Affari il dibattito sulla riforma della previdenza, dopo che un lettore ha denunciato di "esser stato fregato da Monti a pochi mesi dalla pensione". Numerose le lettere arrivate in redazione.
Signor Direttore di Affari Italiani,
vorrei URLARE, URLARE, URLARE...... anche se pochissimi ascoltano!
Quali sono stati i PARAMETRI della RIFORMA FORNERO? Quale il senso di GIUSTIZIA? Quale la GRADUALITA'? Sono state colpite soprattutto alcune categorie di lavoratori. Ora ne dico solo una perché il resto non è da meno. Si è parlato e si sono aiutati alcuni del 1952"; e...quelli del 1951 e del 1950 chi sono?.....sono i FESSI? Oh, quanti FROFESSORI? Andassero a.....ZAPPARE, se lo sapessero fare..... Tutti i grandi professori, i grandi uomini politici, i grandi sindacalisti ed anche i santi preti! Andassero proprio loro in pensione, con le FALSE COSCIENZE di cui sono inconsapevoli portatori!
Grazie dell'ospitalità.
Antonio Corso (dottore in Pedagogia)
---------------------------------------------------------------------------------------------
Egregio Direttore,
mi chiamo Odino Mauro, abito in provincia di Alessandria, sono un operaio, quindi uno degli ultimi. Le chiedo una cortesia, anzi un grande favore: dovrebbe Lei che ne ha tutte le possibilità, far pervenire questa mia alla signora Elsa Fornero e magari al suo mentore Mario Monti. Da qualche tempo sento i due sopra citati, riempirsi la bocca con parole come equità , abolizione di privilegi ed altre amenità simili. Ora la domanda che io la prego di far pervenire a lor signori, è la seguente: sono venuto al mondo nel 1959, ho iniziato a lavorare in fabbrica con regolare contribuzione nel settembre del 1976, non avevo ancora 17 anni! Mi dissero lavora onestamente, versa i contributi per 35 anni e avrai la meritata pensione! Io fatti due conti accettai, potevo fare il delinquente, peggio ancora cercare di entrare in politica invece scelsi la strada dell'onestà! Dopo alcuni anni, per mettere una toppa i disastri causati dalle varie classi politiche che governarono il paese, mi aggiunsero 5 anni, da 35 a 40 di contributi.
Dai facciamo sto sacrificio, in fondo sarò ancora giovane,e poi non hai scelta, loro i governanti, siano essi politici o tecnici, hanno una cosa in comune , colpire sempre e comunque i più deboli coloro che non hanno lobby a difenderli, da questo punto di vista l'attuale compagine governativa è certamente la più feroce. Consideriamo che molti operai come me del resto, hanno lavorato in fabbriche a contatto con sostanze cancerogene,e comincio a pensare che certe donne dalla lacrime facile facciano affidamento sull'aiuto che dette sostanze nel tempo possono dare al sistema previdenziale italiano, sappiamo tutti che ad esempio l'amianto da il suo risultato "migliore" dopo circa 30 anni di incubazione. Io in tutta onestà non pensavo di essere un privilegiato, ringrazio Monti e Fornero per avermi aperto gli occhi.
Grazie alla loro competenza e "senso dell'equità",mi hanno affibbiato altri tre anni,e siamo a 43 anni di contributi, come giusta pena per essere stato onesto tutta la vita, li ringrazio di cuore.Hanno praticamente stravolto la mia vita e tutti i progetti che mi ero fatto insieme a mia moglie. Mi permetto di suggerire alla Fornero un solo articolo sulla previdenza che sono certo dall'alto della sua sensibilità non potrà che apprezzare, "IL DIRITTO ALLA PENSIONE SI ACQUISISCE ESCLUSIVAMENTE NEL MOMENTO DEL DECESSO". Chiudo con il mio augurio per lorsignori:Possiate voi signori, Mario Monti, Elsa Fornero e tutti vostri colleghi, rendere conto a DIO nostro Signore nel giorno della vostra dipartita, di tutte le nefandezze ed iniquità, che in nome di rigore e sviluppo, usando l'accetta, avete imposto a milioni di persone oneste e senza difesa. VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!
Spett.le direzione,
Trovo quasi "sconcertante" la posizione di tutte le testate giornalistiche sul tema delle nuove pensioni. Nessuno di Voi ha avuto il coraggio di denunciare la fregatura che hanno preso i cittadini che si apprestavano ad uscire dal mondo del lavoro per godersi la pensione. Il vostro articolo di oggi sul pensionato fregato è una goccia nel mare della disperazione che sta attanagliando migliaia di persone che hanno visto venir meno le loro aspettative dall'oggi al domani con un semplice colpo di spugna appoggiato dai politici. Io sono un lavoratore precoce, ho 50 anni di età e 37 di contributi, ho cominciato a lavorare a 14 anni senza sosta per tutta la mia vita ed ora mi chiedono che devo salvare l'Italia lavorando fino a 54 anni di contributi sennò mi tolgono una parte della pensione che mi spetta di diritto. E' giustizia sociale questa? Non Vi sembra che anche io possa avere diritto di prendermi ora ciò che mi è stato tolto allora? Aspettavo i 40 anni di contributi come la liberazione dalla schiavitù ma evidentemente qualcuno pensa davvero che il lavoro nobiliti..e quindi perchè non far lavorare la gente per 54 anni in modo che poi passi direttamente a miglior vita senza un soldo di pensione. Vi ringrazio per l'attenzione che vorrete dedicare a questo aspetto delle "pensioni".
Giancarlo Bortolato
Bene se il signor Marco Polga è stato fregato da Monti io che dovrei dire che sono stati in tre a fregarmi la pensione, e mi spiego io ho 56 anni e 35 anni di contibuti,e qui inizia la fregatura prima con Maroni che inventa lo scalone e cosi slitta sempre piu il giorno che potrò andare in pensione poi arrivano al governo i compagni " di merende " e modificano lo scalone peggiorandolo e cosi io vedo ulteriormente allontanarsi il giorno fatidico, ora ci ha pensato Monti a dare il colpo di grazia al quel giorno che ormai non vedo più.
E per finire in sono senza lavoro dal 2008 e visto l'età nessuno dà lavoro a uno di 56 anni cercano tutti giovani esperti e qui ci sarebbe da aprire una discussione infinita perche un giovane esperto è impossibile l'esperienza si fa con gli anni, comunque tornando a questi personaggi poco socievoli visto cosa hanno fatto non solo a me a moltissime persone che ora vedono lontano il giorno della meritata pensione.
ma come al solito non si può piangere sul latte versato dicono loro che non hanno mai avuto problemi.
meglio che mi fermo qui.
Gentile Direttore,
ho letto la lettera di Marco Polga e mi è venuta volgia di scriverLe. Prima di tutto un bravo a Marco Polga che ha illustrato benissimo il suo contratto con l'INPS e con la società civile, modificato unilateralmente da Monti, rappresentando aspetti che sfuggono allo spettatore distratto. Comunque, come tutti in più od in meno, anche io, nato il 03.01.1952, dipendente del Comune di Latina, penso di avere avuto un trattamento altrettanto vergognoso da chi ci governa . Inizialmente con 57 anni di età e 35 di contributi potevo andare in pensione; successivamente con la riforma Prodi, l'aspettativa è stata posticipata e quindi potevo andare in pensione con quota 96 - 60+36 - ma al compimento del 61° anno (ben 4 anni in più rispetto all'origine).
Non bastavano quale mio personale contributo per l'Italia? Non ancora ! Con una accettata inferta al sistema (dicevano in equilibrio!) senza precedenti mi è stata preclusa ogni possibilità di vedere realizzati i miei progetti, le mie speranze e le mie legittime aspettative di vita per i prossimi anni. Tutto rimandato a data da destinarsi, se resisteremo. Dovrò aspettare il 2018 ben 5 anni in più ancora, se durante la strada non servirà qualche altra manovra. La giustificazione è per salvare l'Italia e con equità di sacrifici. Però sono sacrifici pesanti per i lavoratori pubblici che si trovano con lo stipendio congelato, di fronte agli aumenti imposti dalla manovra, dall'Imu alla benzina per finire a tutti i prodotti di prima necessità cui una famiglia monoreddito deve far fronte. Equità significa condividere oneri ed onori nella giusta proporzione. O no? Perché non sono state valutate altre possibilità per reperire risorse strutturali?
Non capisco l'arroganza di imporre dictat da una parte e il mutismo dall'altra. Tra l'altro la Legge n. 214/2011, in via eccezionale all'art. 24 comma 15 bis ha introdotto la norma che permette ai tanto bistrattati nati nel 52 di poter anticipare di 2 anni la pensione e cioè con 64 anni anziché 66. MA SOLO PER IL SETTORE PRIVATO !!! Alla faccia dell'equità sbandierata. Vi risparmio tutti i calcoli che spiegano quanto mi costerà (quale dipendente pubblico pendolare alla soglia dei 61 anni di età) la manovra in termini di soldi, stress, delusione, rassegnazione, nuovo impegno lavorativo e rinunce per salvare l'Italia ed il futuro dei nostri figli dal baratro del fallimento, per il dilapidamento perpetrato dalla casta, che alla prima occasione si ripresenterà con tutta la sua avidità di arraffare quanto possibile, tanto ci penserà una ennesima manovra che verrà.
Grazie per l'attenzione
Geom. Leo Federici, Comune di Latina
------------------------------------------------------------------------------------------
Egregio Direttore,
nel leggere le lettere inviateLe da alcuni "colleghi" mancati pensionati non posso che associarmi alla loro amarezza e delusione. Sono una donna di 57 anni, lavoro dall'età di 18 anni nel settore privato, otto ore al giorno divise tra mattina e pomeriggio. La mia giornata è come una corsa ad ostacoli, devo dividermi tra casa, lavoro, famiglia ed ora anche mia madre anziana ed ammalata che richiede cura e presenza. Vorrei tanto che la Sig.ra Fornero leggesse questa lettera perchè le direi: "Cara Signora, anche lei è donna ma mi creda siamo due mondi paralleli, io e tante come me, non godiamo di aiuti vari di colf ecc., dobbiamo fare tutto da sole e dopo una giornata di lavoro, tornare a casa alle 20 e avere ancora altro da fare non è facile e neppure molto gratificante. Non so proprio come lei si permetta di pensare che dobbiamo essere noi donne lavoratrici a fare altri sacrifici, noi che abbiamo avuto una vita di sacrifici. Altri anni di lavoro significa condannarci a una vita amara e senza speranza, si vergogni! Quando domani mia madre mi chiederà "non stai un pò con me? anche oggi devi lavorare?" penserò a lei e io sì che piangerò !
Anna
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Gentile Direttore,
con riferimento alla mail inviatavi dal sig. Marco Polga, volevo segnalarvi la mia situazione
Sono un ex dipendente Telefonici e da circa un anno lavoro a tempo determinato presso una società del settore operante in Sardegna, quindi precario.
Con la legge Maroni avrei dovuto maturare i requisiti minimi per accedere alla pensione al dicembre 2012, a 60 anni di età con la quota 96 , ora con questo nuovo provvedimento il tutto è posticipato di circa 4 anni, non solo dovrò subire la beffa della ricongiunzione onerosa dei miei contributi con esborso di circa 50.000 euro, ma dovrò inoltre attendere questi ulteriori 4 anni, con moglie e figlia a carico, senza la garanzia di un posto di lavoro.
Altro che sacrificio.. questa è disperazione.
Roberto
---------------------------------------------------------------------------------------------
Gent.mo Direttore ho letto le varie mail giunte al vostro giornale e non posso fare a meno di aggiungere
anche la mia disperazione per questa manovra di riforma delle pensioni.
Io nel 2012 compirò 55 anni, la mia storia è un po’ particolare anche se credo ci siano molte donne
nelle mie condizioni che però non raccontano la loro storia.
In breve ho cominciato a lavorare a 20 anni ho avuto due gravidanze la prima finita male con la morte
del bimbo, la seconda tutti i nove mesi a letto ferma immobile ma per fortuna si è risolto con la nascita
di un bel maschietto.
Quando ha avuto sei anni ho chiesto il part time per poterlo seguire a scuola, mi è stato concesso ma dopo
15 giorni già mi avevano chiesto di rinunciare, alla fine con la scusa di una ristrutturazione aziendale mi
hanno licenziata.
Ho trovato un nuovo lavoro sempre a part time che è durato cinque anni poi a causa di dissapori tra i
soci la società è stata sciolta e io nuovamente licenziata.
Nuovo lavoro part time ma questa volta solo due mattine a settimana totale otto ore ..immaginate
quanti contributi!!!
Alla fine nel 2009 cavalcando l’onda della crisi il mio datore di lavoro mi ha licenziata e dato che ero
l’unica dipendente per me non ci sono casse integrazioni, accordi sindacali o quant’altro..solo una
mobilità senza indennità per tre anni perchè avevo superato i 50 anni.
Ora lavoro non ne ho trovato, mi ritrovo con poco più di 23 anni di contributi, ma quel che è peggio
con questa riforma mi hanno portato l’età a quasi 70 anni, una riforma fatta da una donna che avrebbe
dovuto avere maggiore sensibilità per tutte le problematiche che le donne si trovano a dover affrontare
sul posto del lavoro, in casa, in famiglia, perchè mi chiedo non mantenere una gradualità più sostenibile
per tutti ? Capisco che i miei pochi contributi non mi avrebbero permesso di coprire la pensione per
molti anni ma avrebbero dato un po’ di ossigeno in famiglia a fronte di continui aumenti e tasse da
pagare.
Grazie
Patrizia Gasparini


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































