Kraft/ No di Cadbury a un'offerta da 16,7 miliardi
Primo 'stop' all'assalto della sottiletta. Non e' il titolo di un cartone animato, ma il senso dell'operazione finanziaria annunciata oggi e che e' stata per ora respinta. "No grazie, stiamo bene da soli": cosi' ha infatti risposto Cadbury, il gruppo britannico leader mondiale sul mercato dei dolciumi, alla 'corte' del colosso statunitense Kraft.
Il leader mondiale, secondo solo a Nestle' - conosciuto da noi per marchi storici come Galbanino e Toblerone - fondendosi con l'azienda inglese, vorrebbe infatti vita ad un vero e proprio impero degli snack e dei succhi di frutta. Dal canto suo, Cadbury ha fatto sapere di considerare insufficienti i 10,2 miliardi di sterline (pari a quasi 17 miliardi di dollari) offerti oggi dalla compagnia americana. "Il board crede che la proposta sottovaluti fondamentalmente il gruppo e le sue prospettive", recita una nota della societa' inglese, che si dice fiduciosa "nella sua strategia e nelle proprie prospettive di crescita autonome".
Difficile pero' credere che Kraft rinunci ad un progetto che le potrebbe permettere di strappare alla rivale Nestle' la leadership mondiale nel settore dei cibi confezionati. La compagnia Usa aggiungerebbe infatti prodotti di successo della Cadbury come la bevanda al cioccolato Dairy Milk, le chewing gum Trident e le caramelle per la gola Halls ad un catalogo che comprende gia' pezzi da novanta come, oltre alla Toblerone e il Galbanino, la carne in scatola Simmenthal, il caffe' Splendid, la Philadelphia e, ovviamente, le celebri sottilette. Il risultato, secondo le stime di Kraft, consisterebbe in un giro d'affari di 50 miliardi di dollari all'anno.
Cosa succedera' ora? Al momento la societa' Usa ha chiarito che l'offerta resta sul tavolo, e piu' di un analista si aspetta un rialzo. La notizia ha ad ogni modo concentrato l'attenzione degli investitori sul settore alimentare, che ha trainato i guadagni registrati oggi dai mercati finanziari europei. Le azioni Cadbury hanno registrato un rialzo di oltre il 41%, Unilever ha preso il 3,2%, Danone il 5%, la svizzera Lindt il 2,2% e Parmalat il 3,9%. Sale invece dell'1,2% Nestle, che in molti ritengono potrebbe a sua volta presentare un'offerta per Cadbury.
In effetti, il marchio inglese fa - e' il caso di dirlo - gola: fondata nel 1824 da John Cadbury, che inizio' con un negozio a Birmingham per la vendita di caffe e te' e fini' per espandere i propri commerci fino all'India, l'azienda impiega oggi oltre 46mila persone e ha chiuso il 2008 con un fatturato da 5,4 miliardi di sterline. Tra le tappe principali del cammino dell'azienda vanno citati l'acquisto nel 1969 di Schweppes, poi ceduta lo scorso marzo, e l'acquisizione nel 2003 del produttore americano di gomme da masticare Adams, che consenti' a Cadbury di diventare il maggior operatore del settore dolciario.



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