Addio crisi/ Anche Jp Morgan Chase supera l’esame di Wall Street: 2,7 miliardi di utile nel trimestre

Giovedì, 16 luglio 2009 - 19:00:00

Jp Morgan

Doveva essere una stagione di trimestrali “lacrime e sangue”, ma dopo Goldman Sachs anche Jp Morgan Chase batte le attese del mercato a mani basse, a testimonianza che il peggio della crisi finanziaria è ormai alle spalle e che chi sa fare il proprio mestiere è ormai tornato a fare soldi. La seconda maggiore banca americana ha infatti visto i propri utili crescere del 36% su base annua a 2,7 miliardi di dollari nel secondo trimestre dell’anno rispetto ai 2 miliardi di un anno prima.

In termini di utile per azione il risultato è decisamente meno spettacolare, 28 centesimi di dollaro a titolo contro i 53 centesimi di un anno prima, a causa delle iniezioni di capitale ricevute dalla banca nel corso di questi ultimi dodici mesi, ma anche così resta ampiamente superiore a quanto si attendevano gli  analisti che in media, al netto dei costi per ripagare gli aiuti di stato ricevuti, puntavano su un utile di 5 centesimi per azione.

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Andando a vedere nel dettaglio si nota come a trascinare i conti siano ancora una volta le voci legate alle attività “core” del gruppo, in particolare gli utili da intermediazione e le commissioni derivanti da attività di banca d’investimento, che hanno più che compensato i crescenti default su prestiti al consumo (legati sia a mutui sia a carte di credito). Insomma, il “ritorno al passato” e alle attività di banca commerciale non serve a nulla, per fare soldi (e Jp Morgan, caso più unico che raro, è riuscita a evitare il rosso in tutti i trimestri da che è esplosa la crisi attuale, nell’estate del 2007) occorre “solo” saper fare bene il proprio mestiere.

Con buona pace della retorica di chi, in America come nel resto del mondo, Italia compresa, tenta di nascondere tentativi più o meno maldestri di limitare la concorrenza richiamandosi ai valori della tradizione e bolla come “untori” intermediari e strumenti finanziari “inutili e dannosi” (specialmente quando non li si sanno utilizzare). Magari licenziando migliaia di dipendenti e strozzando il credito a imprese e famiglie per poi concedere sontuosi aumenti di stipendio e bonus ai propri top manager.

Jp Morgan Chase, invece, ha continuato a fare quello che sa fare meglio, l’intermediario finanziario, ed è anche riuscita (anche in questo caso è un record) a rimborsare, il mese scorso, 25 miliardi di dollari di aiuti di stato, oltre ad aver pagato nel frattempo 795 milioni di dollari di dividendi allo stato. Un ottimo modo, tra l’altro, per migliorare la propria immagine e per garantirsi la fedeltà dei dipendenti migliori, quegli “speculatori”, pardon banchieri d’affari, che hanno costruito col proprio lavoro gli utili appena annunciati.

Luca Spoldi

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