Prospettive 2010/ Ricerca Janus: europei timorosi per il futuro. In Italia e Spagna le maggiori incertezze su credito, lavoro e risparmio
Non che al per ora gli europei possano investire molti di risparmi: il 22% degli intervistati ha ammesso anzi che non riesce proprio a mettere risparmi da parte, mentre chi ci riesce sottolinea come comunque il risparmio sia al momento "troppo esiguo" e nel 39% dei casi lo fa per avere semplicemente una riserva finanziaria con cui fronteggiare le emergenze, che in questo periodo sembrano una delle poche cose che non manca mai a nessuno.
Solo l'11% riesce a mettere via qualcosa per la futura pensione, tanto che il problema dell'insufficiente accantonamento a scopo previdenziale è percepito dal 60% degli intervistati, che in media prevedono di andare in pensione a 62 anni e appaiono preoccupati di non poter in futuro disporre di un reddito sufficiente per le proprie necessità.
Europei insicuri e preoccupati per il futuro a breve e lungo termine, dunque: la conferma viene dalla risposta data alla domanda su come si investirebbe un guadagno inatteso (la classica "eredità da uno zio d'America"). Il 32% degli intervistati ha infatti risposto che lo utilizzerebbe per rimborsare i debiti esistenti, mentre il 28% lo investirebbe in immobili e il 17% in un conto bancario di risparmio o di deposito. Quasi a dire: prima leviamoci dai guai e se possibile garantiamoci un tetto sulla testa, per il resto si vedrà.
Luca Spoldi



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