Prospettive 2010/ Ricerca Janus: europei timorosi per il futuro. In Italia e Spagna le maggiori incertezze su credito, lavoro e risparmio
Sono tre le principali paure che aleggiano sui cittadini europei in questo momento: la stretta creditizia attuata, nonostante le smentite di rito, dalle banche, l'insicurezza del posto del lavoro legato alle ristrutturazioni in atto come conseguenza della profonda crisi economico-finanziaria di questi mesi e la percezione di avere troppi debiti e di non poter mettere da parte abbastanza da garantirsi una pensione adeguata. Sono questi i risultati di un'indagine effettuata a fine giugno scorso sulle abitudini finanziarie dei consumatori del Vecchio Continente redatta da Janus Capital Group, scorrendo la quale si legge come il 45% del campione intervistato ritenga che la propria situazione finanziaria fosse peggiorata rispetto a un anno prima, mentre soltanto il 13% pensava che la situazione fosse migliorata.
Una valutazione che secondo gli analisti ha molto a che vedere con l'insicurezza del posto di lavoro: tra gli intervistati occupati, il 6% riteneva che il proprio posto di lavoro fosse "molto incerto" mentre un ulteriore 15% era del parere che la propria occupazione fosse "abbastanza incerta". Inoltre il 43% degli intervistati rinuncerebbe al tempo libero se ciò significasse potere aumentare il proprio reddito.
Critica anche la percezione relativa al debito: il 20% del campione ha dichiarato di avere contratto dei debiti. Il 30% riteneva che i propri debiti fossero troppo elevati rispetto al reddito percepito, mentre il 24% degli intervistati ha dichiarato di avere difficoltà a onorare il pagamento degli interessi sulle proprie ipoteche o sui mutui. I risparmiatori europei soffrono dunque quella stretta che i banchieri continuano a negare esista, anzi ben il 60% ha dichiarato che è "difficile" ottenere un prestito e il 21% ha indicato come sia "molto difficile".



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