Crisi/ Italiafutura contro Lega e Tremonti: hanno tradito le imprese

Lunedì, 10 gennaio 2011 - 14:59:00

"Partiti e leader usurati" e un mondo, quello di imprese, artigiani e commercianti, privo di interlocutori attenti e ormai deluso anche dalla Lega che dopo la "rivoluzione partita dalle officine" e' diventata "il difensore piu' tenace delle nuove forme di statalismo etno-territoriale". E' il Paese descritto da Italiafutura nel post che sembra segnare la fase di una nuova discesa in campo: "L'Italia della manifattura che dimostra, nonostante tutto, di continuare a credere in se stessa, non riesce piu' a trovare un riferimento concreto nei partiti e nei leader, usurati, di questa seconda repubblica. Se non vogliamo che il nostro Paese, che soprattutto sull'industria ha costruito le sue fortune, diventi una nazione di piccoli e grandi rentier ogni anno piu' poveri, dobbiamo agire subito. Il momento delle facili promesse, dei proclami ideologici e delle profezie inutili si e' da tempo consumato".

"In questo periodo e' difficile trovare sui giornali notizie positive sullo stato del Paese", osserva la fondazione guidata da Luca Cordero di Montezemolo. "Unica eccezione - sottolinea l'editoriale di oggi sul sito Italiafutura.it - il dato riguardante il saldo tra le aziende che hanno aperto e quelle che hanno chiuso nel 2010", segnale di "un enorme serbatoio di competitivita'" che e' anche "il nerbo della nazione, di cui tutti sembrano ignorare le necessita'".

"Quello che colpisce - e' l'accusa - e' l'assenza di qualsiasi voce che, in Parlamento o nel governo, si batta per le ragioni e le istanze della parte piu' viva e dinamica del Paese". Brutti voti per la Lega "che pure era nata, sull'onda di un 'tea party' ante litteram, come forza di contrapposizione verso il peso del fisco, dello Stato e della sua pletorica burocrazia e' oramai impegnata in battaglie ideologiche e distratta da dichiarazioni e ultimatum che mai hanno a che fare con gli interessi concreti delle piccole imprese".

Bocciato anche Giulio Tremonti, "che va considerato a tutti gli effetti un esponente di punta della Lega", al quale si rimprovera "eclettismo ideologico, flirtando da ultimo con il Berlinguer dell'austerita'" con un appunto che richiama in causa il Carroccio: "Se la politica economica del governo tradisce una categoria, quella degli imprenditori, che pure non gli ha mai fatto mancare il sostegno, la responsabilita' maggiore e' innanzitutto della Lega che e' nata per rappresentare le istanze del Nord che produce".

Italiafutura salva invece Roberto Maroni "che ha saputo agire con forza, misura e senso dello stato. Soprattutto lui coniuga oggi la concretezza della Lega delle origini e la maturita' dell'esperienza di governo". Spazio allora a "un'Italia che e' in marcia nonostante l'immobilismo della politica. Un'Italia che accetta le sfide della globalizzazione e non si nasconde dietro superficiali e velleitarie teorie neoprotezionistiche. Un'Italia che avrebbe bisogno di supporto e di attenzione ma che non ha ricevuto nulla, pur avendo dato e continuando a dare moltissimo".

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