Italia ko/ Frena il Pil nel secondo trimestre: -0,1%. E' il dato peggiore dal 2003
Allarme crescita per l'Italia. Il Pil ha fatto registrare, nel secondo trimestre, un segno meno sia in confronto allo stesso periodo dell'anno scorso (-0,1%) sia rispetto al trimestre precedente (-0,3%). La frenata rilevata su base annua è il dato peggiore dal terzo trimestre del 2003. Lo rileva l'Istat. Confermata dunque la stima preliminare per il dato congiunturale (-0,3%); risulta peggiorato invece il dato tendenziale che nella stima preliminare di agosto era stazionario.
Ancora più neri i dati Eurostat che ritraggono un'Italia al palo. Le nuove stime della Commissione europea tagliano la crescita del nostro Pil allo 0,1% nel 2008 definendo la situazione di stagnazione. La precedente stima era già un debole 0,5%. Questo dato ''implica che non c'è alcun impulso di crescita per il 2009'', preannuncia l'Ue.
Secondo le previsioni intermedie pubblicate oggi da Eurostat, a fine 2008, l'incremento su base annua dell'insieme della Zona euro sarà dell'1,3% dell'area euro, mentre per tutta l'Unione si attesterà all'1,4% . Il dato italiano è insomma il più basso tra quelli dei sette più grandi paesi pubblicati oggi da Eurostat. Nelle previsioni economiche di primavera, l'Italia era allo 0,5%, l'area euro all'1,7%, l'Ue al 2%.
Sale poi nel nostro Paese anche l'inflazione, secondo le previsioni Eurostat, per raggiungere il 3,7% a fine anno. Nelle previsioni di primavera, il tasso italiano aveva registrato un incremento del 3% su base annua. L'inflazione è in aumento anche nell'area euro, dove sale dal 3,1 al 3,6% e nell'Ue, dal 3,6 al 3,8%.
Tornando ai dati Istat, emerge un pessimo andamento per export, consumi e investimenti. I consumi hanno sottratto alla crescita del Pil lo 0,1%, nullo il contributo degli investimenti, negativo dello 0,3% anche il contributo delle esportazioni nette. Solo le scorte hanno contribuito positivamente per lo 0,2%.
In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono aumentate dello 0,3%, il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) è diminuito dello 0,1%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono diminuite dello 0,7%, i consumi finali nazionali e gli investimenti fissi lordi sono diminuiti entrambi dello 0,2%. Nell'ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è diminuita dello 0,3%, quella della pubblica amministrazione (AP) e delle istituzioni sociali private (ISP) è cresciuta dello 0,3%. La diminuzione degli investimenti è la sintesi di una contrazione degli investimenti in costruzioni dello 0,9%, di una crescita dell'1,5% negli acquisti di mezzi di trasporto e dello 0,3% degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti.
In termini tendenziali, le esportazioni sono aumentate dell'1,3%, le importazioni sono diminuite dello 0,7%. La spesa delle famiglie residenti è diminuita dello 0,5%, quella delle AP e ISP è cresciuta dell'1,3%. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale è diminuita, in termini tendenziali, dello 0,6%.
Nel suo ambito, i consumi di beni durevoli hanno registrato una diminuzione del 7,0%, quelli di beni non durevoli dell'1,6%, quella di beni semidurevoli dell'1,0%; gli acquisti di servizi sono cresciuti dell'1,3%. Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso un incremento dello 0,3% (+ 0,9% per i mezzi di trasporto, più 0,6% le costruzioni, meno 0,3% i macchinari e gli altri prodotti).



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