Italease/ Si chiude l’Opa. E Saviotti annuncia la ricapitalizzazione da 1 mld
Banco Popolare ancora sotto i riflettori a Milano, proprio nel giorno in cui termina l’Opa a 1,5 euro per azione sulla controllata Banca Italease, che a ieri aveva raccolto adesioni pari all’86%,2% del capitale (contro l’84,4% con cui si era chiusa la scorsa settimana il primo periodo di adesione, poi prolungato), un valore che rende incerto il superamento del 90% che l’istituto aveva posto come obiettivo iniziale così da poter procedere al delisting.
Un fatto che peraltro non consente ai piccoli azionisti di sperare in un rilancio dell’offerta, essendo tale ipotesi già stata esplicitamente esclusa dalla banca, nonostante il prezzo offerto sia ad una distanza abissale da quei 9,3 euro a cui il titolo venne collocato poco più di quattro anni or sono. Al contrario, una volta conclusa l’operazione e comunque entro fine anno la banca guidata da Pier Francesco Saviotti, che stamane ha intanto definito “senza senso” le voci di una cessione della controllata Banche Popolari di Crema e Cremona, varerà un aumento che dovrebbe aggirarsi sugli 1-1,2 miliardi di euro (Saviotti ha confermato oggi che si tratterà di un aumento “attorno al miliardo di euro”) per la stessa Italease.
La banca ha del resto necessità di mezzi freschi, visto che nel secondo trimestre dell’anno il volume dei crediti non performing è ulteriormente cresciuto rispetto ai 3,9 miliardi di fine marzo (già in aumento rispetto ai 3,7 miliardi di fine 2008) e che a fine 2008 i coefficienti patrimoniali di Italease erano già ampiamente scesi sotto il limite del 4%, con un Core Tier 1 al 2,09%. Il problema come noto non riguarda l’immediato, quanto il 2010, quando andranno a scadenza 3,7 miliardi di euro di bond che difficilmente potranno essere rifinanziati, stando le condizioni del mercato.
In assenza di delisting il previsto “spezzatino” in tre parti su cui l’istituto guidato da Saviotti aveva trovato un’intesa coi “pattisti” Bper, Popolare Sondrio e Bpm (che hanno aderito all’Opa, come ha fatto del resto anche il Montepaschi sceso dal 3,346% sotto il 2% lo scorso 8 luglio come da comunicazioni Consob) potrebbe essere ritardato, ma difficilmente il destino di Italease potrà cambiare a questo punto della vicenda.
E dunque se non cambierà nulla all’ultimo istante si va verso l’incorporazione delle attività di factoring nel Banco Popolare, nello scorporo di quelle di leasing da girare ad una newco in cui dovrebbero entrare i pattisti e nel varo di una “bad bank” che si faccia carico dei prestiti “non performing”, senza che i piccoli azionisti possano sperare in qualche valutazione migliore per i loro titoli, potendo solo scegliere se accettare i pochi euro offerti o finire ulteriormente diluiti.
Risultato: a Piazza Affari, a fronte di indici in recupero di circa il 3,5%, il Banco Popolare chiude la giornata con un +6,79%, mentre Italease lascia sul terreno poco meno dell’1,3% scivolando sotto gli 1,47 euro per azione.
Luca Spoldi



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