Isvap/ RcAuto su del 6%. "Il bonus-malus non funziona"

Giovedì, 9 giugno 2011 - 11:56:00

Non si arresta l'aumento delle tariffe dell'Rc auto: nel 2010 i prezzi medi sono cresciuti del 4,5% e la tendenza si e' confermata anche nel primo trimestre di quest'anno con un ulteriore incremento del 6% del valore dei premi raccolti. Sono i dati forniti nella relazione annuale dal presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini. "Nel 2010 le tensioni sul mercato - si legge nel rapporto - sono state ancora molto forti. La gestione tecnica del settore (rapporto sinistri/premi) e' migliorata ma cio' e' avvenuto scaricando sui prezzi l'onere dei maggiori costi". Secondo l'Isvap, infatti, "la raccolta premi Rc auto e' cresciuta del 4,5% in valore e cio', in presenza di una sostanziale invarianza del parco veicoli: significa che sono i prezzi ad agire da elemento propulsivo. La tendenza - si legge ancora nella relazione - e' proseguita anche nel primo trimestre di quest'anno con un ulteriore incremento del 6% del valore dei premi raccolti".

SISTEMA BONUS-MALUS NON FUNZIONA; IMMINENTE RIFORMA - Il sistema bonus-malus "non riesce piu' a funzionare" anche "per le distorsioni che subisce a causa delle regole interne che ciascuna Compagnia adotta nella trasposizione della classe universale alle proprie classi di merito". Giannini ricorda che "sono in fase avanzata i lavori del tavolo tecnico costituito dall'Autorita' con il mercato per la riforma del sistema bonus-malus". Le indagini svolte, si legge nella relazione, "hanno evidenziato la necessita' di elaborare una nuova scala di coefficienti di merito, unica per tutto il mercato, che consentira' agli assicurati, cosa che oggi non accade, di conoscere in anticipo i risparmi di costo conseguenti a condotte di guida virtuose o viceversa le penalizzazioni in caso di sinistri, nell'ipotesi di invarianza delle tariffe". In questo modo l'assicurato che non ha incidenti potra' beneficiare concretamente del bonus. Il punto di riferimento della riforma, spiega l'Isvap, e' il modello francese.

PER 13 COMPAGNIE RISCHIO MULTE FINO A 5 MLN - L'Isvap ha avviato 14 istruttorie nei confronti di compagnie assicurative per sospetta elusione e ora 13 societa' rischiano multe fino a 5 milioni. "Sono state avviate 14 istruttorie nei confronti di altrettante Compagnie - spiega il Rapporto - per sospetta elusione, attraverso l'applicazione di tariffe fino a 8.500 euro di premio annuo, dell'obbligo a contrarre previsto dalla legge a carico delle imprese. Tredici di queste istruttorie si sono concluse con l'avvio della procedura sanzionatoria che puo' portare comportare multe fino a 5 milioni". Sono state inoltre avviate indagini sul fenomeno delle disdette massive dei contratti Rc Auto, attuate da alcune Compagnie "prevalentemente per alcune categorie di assicurati e per vaste zone del Paese (concentrate al Sud) ed e' stata inviata una comunicazione a tutto il mercato volta a ribadire le regole di comportamento da adottare in fase di assunzione dei contratti".

COMMISSIONI BANCHE ANCORA ABNORMI SU POLIZZE  - Le banche percepiscono commissioni ancora "abnormi" sulle polizze legate ai mutui, con punte fino al 79%: per questo motivo, l'Isvap si dice pronta ad intervenire con un provvedimento ad hoc. "Dopo che il Tar, accogliendo il ricorso di alcune associazioni di categoria del settore bancario e finanziario - spiega la relazione - aveva annullato la disposizione che vietava alle banche finanziatrici di assumere il doppio ruolo di distributori e beneficiari della polizza per un vizio relativo alla procedura di consultazione, l'Autorita' anche in relazione all'abnormita' delle commissioni percepite dalla banche, ha deciso di sottoporre la norma a una nuova e formale pubblica consultazione". Oltre alla pubblica consultazione, l'Authority ha avviat, una nuova indagine dopo quella che nel 2008 aveva portato alla luce "l'abnorme livello dei costi a carico dei consumatori dovuti alle commissioni percepite dagli intermediari" nell'offerta di polizze abbinate a mutui e finanziamenti e "aveva dato origine all'intervento regolamentare". Dai dati "appena acquisiti - si legge nella relazione - emerge che il mercato di questo tipo di polizze e' cresciuto a 2,4 miliardi dai 2 miliardi della precedente rilevazione e che le banche sono i principali distributori di queste polizze: la loro quota di mercato e' salita dal 60 al 79%". Sul piano dei costi, osserva ancora l'Isvap, "emerge invece solo una leggera flessione dell'aliquota media delle commissioni (dal 46 al 44%) con punte fino al 79%, il provvedimento e' di prossima emanazione". Per l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, "e' questo uno di quei casi in cui la semplice trasparenza non e' sufficiente a tutelare i consumatori. L'impegno e' di arrivare a una soluzione del problema: se non ci si arrivera' si trattera' di una sconfitta per le famiglie e per quanti hanno bisogno di un mutuo". Da ulteriori indagini effettuate dall'Isvap emerge come le commissioni scendano da punte del 79 a livelli del 7% nel caso in cui le polizze abbinate ai mutui non vengano stipulate dalle banche ma da societa' di assicurazioni esterne.

RISCHIO PENETRAZIONE ESTERA PER MERCATO ASSICURATIVO - Il mercato assicurativo italiano e' a rischio penetrazione estera. L'Isvap cita alcune carenze a carattere strutturale del settore come la persistente sottoassicurazione del sistema, sotto il profilo sia dimensionale sia della composizione di portafoglio e il modesto grado di proiezione internazionale di imprese e gruppi italiani, con la sola eccezione del primo gruppo assicurativo. ''In questo contesto - si legge nel rapporto - le ampie e inespresse possibilita' di sviluppo del mercato italiano ne accrescono l'attrattivita' per i player internazionali, in particolare europei: attrattivita' che in qualche caso ha trovato concreta attuazione in progetti imprenditoriali volti alle acquisizioni di pacchetti rilevanti o del controllo''.

IMPRESE ASSICURATIVE SOLIDE NEL 2010, MA REDDITIVITA' NEGATIVA - Il mercato assicurativo in Italia, nel 2010, conferma la sua solidita' anche se la reddivita' e' negativa. ''Il mercato assicurativo italiano - ha detto il presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini - continua a esprimere una buona vitalita', piu' elevata rispetto alla media europea e all'andamento dell'economia interna''. Nel dettaglio, risulta buona la raccolta premi totale, in aumento del 6,9%, con 129 miliardi di euro. In particolare, il dato sulla raccolta risulta da una crescita dell'11% del comparto vita e da una flessione del 2,3% di quello danni. Nei prodotti vita, dopo il boom del 2009, le polizze piu' tradizionali e a maggior garanzia di rendimento hanno rallentato la corsa (+4,8%), mentre i prodotti a carattere piu' finanziario, soprattutto le unit linked, hanno registrato un rimbalzo (+58%) dopo il crollo del 2009. Il comparto danni risente invece della cattiva congiuntura dei rami diversi dall'auto e dall'andamento altalenante della stessa Rc auto. Gli indici di solvibilita' sono rimasti invariati (1,9 e 2,9 rispettivamente vita e danni). Sono cresciuti lo stock degli investimenti (a 517 miliardi) e le riserve tecniche (a 492 miliardi). Sul fronte della redditivita', invece, le svalutazioni titoli a bilancio e il protrarsi del ciclo negativo del ramo Rc auto hanno condizionato il risultato d'esercizio del mercato assicurativo nazionale (-731 milioni), nell'ambito del quale la perdita nel comparto danni (1.018 milioni) non ha trovato compensazione nel modesto utile di quello vita (287 milioni). ''Le incertezze economico finanziarie presenti a livello internazionale - ha ammonito Giannini - e soprattutto europeo, costituite da bassi tassi d'interesse, nuovi fenomeni speculativi, crisi dei paesi a noi vicini, ripresa lenta della domanda, ci portano a richiamare l'impegno delle imprese nel procedere con cautela e lungimiranza nelle strategie d'investimento''.

ARRIVA TETTO A STIPENDI MANAGER - Arriva il tetto agli stipendi dei manager delle assicurazioni. E' stato infatti emanato oggi il regolamento in materia di politiche di remunerazione nelle imprese di assicurazione. "Con il nuovo regolamento - si legge nella relazione annuale dell'Isvap - sono state introdotte anche per il settore assicurativo linee guida per garantire che gli incentivi siano coerenti con gli interessi di lungo termine dell'impresa e dei suoi assicurati". In base alle nuove regole "i processi decisionali dovranno essere improntati a criteri di trasparenza". Sono inoltre previsti obblighi di informativa all'assemblea e un adeguato coinvolgimento delle funzioni di controllo interno nella definizione delle politiche retributive e nella verifica della loro attuazione. I risultati delle verifiche annuali, sottolinea l'Isvap, andranno riportati agli organi sociali e inoltrati da questi all'autorita' in caso di criticita' insieme alle azioni correttive. Il regolamento indica "i criteri per la corretta strutturazione della remunerazione, in particolare di quella variabile. Per gli amministratori non esecutivi la possibilita' di remunerazioni variabili e' consentita in via eccezionale e per una parte non significativa, per l'organo di controllo e' del tutto esclusa, per le funzioni di controllo interno e' soggetta a criteri tali da assicurarne l'indipendenza rispetto ai risultati delle unita' operative". La componente variabile, spiega l'authority, "andra' riconosciuta sulla base di indicatori che tengano conto anche dei risultati complessiva dell'impresa e del gruppo. Il regolamento prevede la possibilita' della non erogazione o di un suo recupero in funzione degli effettivi andamenti gestionali".Mentre per il settore bancario con l'emanazione della direttiva 2010/76/Ce sono state introdotte regole armonizzate, finora per il settore assicurativo mancava una analoga misura legislativa. "Le nuove disposizioni, si legge nella relazione dell'Isvap si inseriscono in un quadro normativo che si presenta non omogeneo a livello europeo tra il settore bancario e quello assicurativo".

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