Grecia/ Papandreou presenta il piano di salvezza. "Nessuna ristrutturazione del debito"
La Grecia risolvera' i propri problemi economici senza ristrutturare il debito ma "ristrutturando il Paese". Lo ha dichiarato il primo ministro ellenico, George Papandreou, presentando il suo piano di riforme anti-crisi.
Oggi il premier dovrà convincere molti, dentro e fuori della Grecia, ma soprattutto i ministri, i parlamentari e i quadri dirigenti del proprio partito, che le misure economiche per trovare 23 miliardi di euro (previste dal Programma Economico per il 2012-2015) sono inevitabili per la salvezza dell'economia del Paese. Le reazioni dei giorni precedenti di alcuni ministri al Programma Economico rendono molto difficile la messa a punto del piano stesso. Per questo oggi Papandreu riunisce il Consiglio dei ministri, il Gruppo parlamentare e il Consiglio politico del partito e metterà tutti davanti alle proprie responsabilità. Il premier illustrerà i punti principali del piano, che successivamente, entro il 15 maggio (giorno in cui sarà presentato in Parlamento per l'approvazione), sarà precisato nei dettagli dal ministro delle Finanze George Papaconstantinou e chiederà la fiducia di tutti su tutto.
Il piano di riforma fiscale e il programma di privatizzazioni, ha annunciato il premier, verranno "completati nelle prossime settimane e portati al vaglio del parlamento". L'obiettivo della Grecia, che era stata il primo paese dell'Eurozona a ricevere un pacchetto di aiuti da Ue e Fmi, e' di risparmiare circa 23 miliardi di euro per portare il deficit all'1% nel 2015 dall'attuale 10%. I primi dettagli della riforma fiscale "arriveranno dopo Pasqua", ha spiegato Papandreou, aggiungendo che entro il 2015 la spesa pubblica dovra' scendere al 44% del Pil.Intanto, dall'altra parte dell'Europa arriva un'altra tegola. Moody's infatti ha tagliato il rating sul debito pubblico dell'Irlanda di due livelli abbassandolo da Baa1 a Baa3. L'Outlook resta Negativo. La decisione, spiega l'agenzia di rating, riflette l'indebolimento finanziario del paese associato con le scarse prospettive di crescita economica e l'incertezza creata dalle regole sui nuovi coefficienti di solvibilita' richiesti dal Fondo europeo salva-stati ( European Stabilization Mechanism, in vigore dal 2013) per accedere agli aiuti finanziari. Con un merito di credito di Baa3, i titoli di stato dell'Irlanda si trovano appana un gradino sopra quello di ''bond spazzatura''.
A Dublino, però, le delegazioni della Commissione Ue, del Fondo Monetario Internazionale e della Bce hanno dato il via libera alla tranche da 4,5 miliardi di euro del presito complessivo di 67,5 miliardi concesso all'Irlanda dalla Ue e dall'Fmi.''Il team di esperti ha accertato che il programma prosegue sul giusto binario, restano aperte importanti sfide e l'implementazione costante delle misure di risanamento rimane l'elemento chiave'', recita la nota congiunta Ue/Fmi/Bce. ''In base alle conclusioni raggiunte viene autorizzato il finanziamento da 4,5 miliardi'', spiega la nota.
Gli ispettori sottolineano come il paese stia facendo buoni progressi per superare la peggiore situazione economica della sua storia. Positivo il ritorno del Pil in territorio positivo, nel 2010 -1%, come anche l'andamento contenuto dell'inflazione ''core'', cioe' al netto delle componenti volatili quali energia e generi alimentari freschi. Pieno sostegno al programma di ricapitalizzazione del sistema bancario varato dal governo, ma anche un invito a considerare una cura dimagrante (deleveraging) dell'attivo delle singole banche. Sul fronte fiscale sono stati raggiunti, con buon margine, gli obiettivi di fine dicembre 2010 e fine marzo 2011 margine. Nella nota, gli ispettori sottolineando come Dublino abbia ribadito l'impegno a riportare il rapporto deficit/pil al 3% entro il 2015. Quest'anno sara' al 10,5%. Pieno appoggio alle riforme strutturali del mercato del lavoro e della spesa pubblica. Prossimo check-up a luglio.



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