Ior/ Azzerati rapporti con banche italiane, indagini pm Roma
Si sono ormai ridotti al minimo i rapporti tra le banche italiane e lo Ior. Da circa un anno, da quando cioe', come ha raccomandato Bankitalia, e' stato considerato banca estera extracomunitaria, appartenente a un ordinamento non incluso nella lista dei paesi extracomunitari con 'regime antiriciclaggio equivalente' agli standard vigenti degli Stati dell'Unione Europea, l'istituto del Vaticano ha deciso di utilizzare come referente per le operazioni finanziarie la Germania. L'azzeramento di rapporti con le banche italiane, tra cui Unicredit e Intesa San Paolo, emerge dall'analisi dei rapporti finanziari che la procura di Roma ha acquisito indagando su alcuni casi di violazione della normativa antiriciclaggio che aveva portato nel settembre del 2010 al sequestro di 23 milioni di euro, provvedimento poi revocato nel giugno 2011 dagli stessi pm. Una decisione adottata alla luce dei "rilevanti mutamenti sul piano normativo ed istituzionale". 'In primis' la creazione in Vaticano dell'Autorita' di informazione finanziaria (Aif), con compiti di prevenzione e contrasto del riciclaggio e di scambio "a condizione di reciprocita'" di informazioni in materia di operazioni sospette. Ma l'Aif, a quanto pare, avrebbe risposto solo una volta alle richieste della procura, la cui indagine, dopo aver coinvolto il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi e il direttore generale Paolo Cipriani, si e' estesa a quattro religiosi per operazioni sospette: Salvatore Palumbo, Orazio Bonaccorsi, Evaldo Biasini ed Emilio Messina.
"Come e' noto alle Autorita' italiane, e come risulta dalla documentazione accessibile agli ufficiali sia della Santa Sede, sia della Repubblica Italiana, l'Istituto Opere di Religione ha cooperato ripetutamente con le Autorita' italiane ad ogni livello" ed anche "in ambito giudiziario fra Autorita' specificamente competenti ed amministrativo da parte dello Ior con le sue controparti italiane". Lo afferma il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi che ha smentito con durezza - definendole "diffamatorie" e contestando la professionalita' dei giornalisti che le hanno pubblicate - alcune ricostruzioni giornalistiche. "Vale la pena sottolineare - sottolinea in proposito il gesuita - che lo Ior ha fornito informazioni, anche al di fuori dei canali formali, nel periodo precedente la costituzione dell'Autorita' vaticana di Informazione Finanziaria". In merito, padre Lombardi ricorda che "la cooperazione del Direttore Generale dello Ior, Paolo Cipriani, e' stata definita 'tempestiva ed esaustiva' in documenti di funzionari italiani".


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