Casi e casini di borsa/Buone notizie per Intesa Sanpaolo, ma per gli analisti il titolo sembra un po’ caro
Giornata positiva (+1,15% a fine seduta) per Intesa Sanpaolo che stamane ha fatto sapere di aver perfezionato la cessione del ramo di attività di securities services a State Street Corporation per un corrispettivo di circa 1.750 milioni di euro, di cui circa 1.280 milioni relativi al solo avviamento. Un’operazione che si traduce per il gruppo Intesa Sanpaolo in una plusvalenza lorda di circa 740 milioni di euro e in un recupero dell’avviamento di circa 540 milioni di euro, con un effetto positivo di circa 37 centesimi di punto sul coefficiente patrimoniale Core Tìer 1.
Immediata la reazione positiva del titolo che a Piazza Affari nelle prime battute della seduta è arrivato a superare i 2,22 euro per azione prima di ritracciare leggermente. A far scattare le prime prese di profitto, oltre alle persistenti tensioni sui listini di Eurolandia (con l’euro/dollaro sotto quota 1,23, a conferma che i mercati non si fidano ancora del tutto del piano con cui Bce, Ue e Fmi cercano di chiudere una volta per tutte la crisi del debito dei PIIGS), sono due sforbiciate ai rating del titolo e al target price da parte degli analisti di Societe Generale e di Equita Sim.
Il broker francese ha portato da “buy” (acquistare) a “hold” (mantenere) il proprio giudizio, limando le proprie previsioni sugli utili e dividendi per azione del triennio 2010-2012 dopo la trimestrale diffusa venerdì scorso, che pure non è dispiaciuta. Gli analisti, che hanno portato il target price sulla banca guidata da Corrado Passera e Giovanni Bazoli da 3,3 a 2,5 euro, suggeriscono tuttavia di spostarsi su titoli meno esposti verso il debito dei “maiali” europei (Intesa Sanpaolo ha spiegato di essere esposta per circa 1,08 miliardo, in titoli greci e irlandesi, oltre che per 39,5 miliardi verso titoli della Repubblica Italiana) come la francese Bnp o, tra i competitor italiani, UniCredit.
Anche in casa Equita Sim si commentano positivamente i numeri di Intesa Sanpaolo per i primi tre mesi dell’anno, però poi “per la forte concentrazione in Italia e la valutazione a premio sul settore” si limano al ribasso le previsioni sugli utili 2010 (-6% a 2,85 miliardi di euro) e sugli utili 2011 (-13% a 3,13 miliardi). Risultato: target price ricalcolato in 2,9 euro (da 3,4 euro) e rating portato ad un più prudente “hold” visto che se le previsioni saranno rispettate ai prezzi attuali il titolo sconta già 11 volte gli utili del prossimo anno. Target in entrambi i casi, come si vede, ancora superiori alle attuali quotazioni ma non più così distanti da far volare il titolo nonostante la positiva conclusione della transazione con State Street.
Luca Spoldi



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