Intesa Sanpaolo/ Ipo di Fideuram intorno a giugno

Martedì, 23 febbraio 2010 - 09:21:00

Il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo hanno deliberato l'avvio del processo di quotazione e della relativa offerta di azioni della controllata Banca Fideuram a perimetro attuale. Lo si legge in una nota. La quotazione di Banca Fideuram, ricorda la nota, rientra tra le annunciate azioni di capital management (dismissioni totali o parziali, partnerships, quotazioni, ecc.) riguardanti attività non strategiche per l'ulteriore rafforzamento dei coefficienti patrimoniali del gruppo Intesa Sanpaolo nell'ordine dei 100 centesimi di punto a breve termine, nel cui ambito il gruppo ha già finalizzato la cessione della partecipata Findomestic e firmato l'accordo per la cessione del ramo di attività di securities services. L'Ipo allo studio è una delle maggiori operazioni del 2010. L'istituto guidato da Corrado Passera spera infatti di portare a casa oltre 3 miliardi.

L’offerta infatti, se tutto va come previsto, si baserà sui dati di bilancio del 2009. La sgr di Intesa ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 67 milioni di euro (-9,5% sullo stesso periodo del 2008) e proventi operativi netti di 443 milioni di euro (-11,9%). I suoi 4.300 promotori finanziari gestivano, al 30 settembre scorso, risparmi per 65 miliardi (in aumento del 7,5% da inizio anno) per conto di 630 mila clienti.

Va detto inoltre che nel quarto trimestre dell'anno i risultati saranno con tutta probabilità in netto miglioramento visto il rientro dei capitali dovuto allo scudo fiscale. Anche se, come sempre capita con le Ipo, tutto dipenderà dall'andamento dei mercati azionari.

Il consiglio dell'istituto ha fatto un passaggio anche sulla cessione di 200 sportelli al Credit Agricole. Passera ha spiegato che la programmata cessione, che avrà certamente un impatto positivo sul Core Tier 1 ratio, non è da considerare un'opzione alternativa alla quotazione di Fideuram. Da questa operazione la Intesa prevede di incassare circa un miliardo di euro. Lo stesso Jean-Frederic de Leusse, vice a.d. della Banque Verte, ha dichiarato che l’acquisto dei 200 sportelli comporterà un esborso "leggermente inferiore al miliardo".

Intanto tra le fondazioni azioniste di Cà de Sass stanno entrando nel vivo le valutazioni sul rinnovo del consiglio di sorveglianza in scadenza, con l'ipotesi anche di raggrupparsi attorno a un paio di liste. Ipotesi di stampa parlano in particolare di un possibile raggruppamento di Compagnia di SanPaolo, Cariplo, Tassara e Ubi Banca, e in grado di esprimere circa il 19% del capitale Intesa. Si tratta di una lista connotata territorialmente (Torino e i soci milanesi) che, se effettivamente presentata, confermerebbe un nuovo clima tra le due anime della banca, quella piemontese e quella lombarda, dopo le tensioni sulla nomina dei direttori generali.

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