Intesa Sanpaolo/ Hellman&Friedman vuole una quota di Fideuram

Martedì, 11 maggio 2010 - 14:17:00

Dopo le indiscrezioni, la conferma: una nota di Intesa Sanpaolo, su richiesta della Consob, ha confermato in mattinata che sono in corso “contatti, del tutto preliminari, volti a valutare un possibile interesse da parte del fondo di private equity statunitense Hellman & Friedman (H&F) ad effettuare un investimento minoritario in Banca Fideuram in occasione della prevista quotazione della stessa”. Eventuali sviluppi “saranno debitamente comunicati al mercato” ha precisato la nota.

Hellman & Friedman è una società di private equity fondata nel 1984 e con uffici a San Francisco, Londra e New York, che ha lanciato il suo primo fondo fin dal 1987, raccogliendo nell’arco dei 22 anni di attività qualcosa come 16 miliardi di dollari di sottoscrizioni ed investendo in una cinquantina di aziende.

Al momento H&F sta investendo attraverso il suo sesto fondo di private equity, lanciato nell’ottobre del 2006 e dotato di un patrimonio di 8 miliardi di dollari. tra le partecipazioni più recenti in ambito finanziario vi sono quote in Gartmore, in Grosvernor Capital, in Mondrian Investment Partners, ma anche nel Nasdaq Stock Market e in Paris Re.

Un ingresso con una quota tra il 5% e il 15% del capitale di Banca Fideuram potrebbe dunque essere in linea con la strategia e la filosofia operativa di H&F, sempre che si superi lo scoglio del prezzo, visto che Corrado Passera non sembra intenzionato a scendere dalla soglia dei 3 miliardi di euro di valutazione complessiva, rivelatasi già troppo onerosa per Exor.

Qualche altro grattacapo, poi, potrebbe venire a Intesa Sanpaolo dagli strascichi della recente lotta per la presidenza del Consiglio di gestione. Secondo il Financial Times, solitamente ben informato nelle lotte “di palazzo” all’interno delle banche italiane, l’esito dello scontro che ha portato Andrea Beltratti  a sedersi sullo scranno fino a ieri occupato da Enrico Salza potrebbe generare “più prima che poi” nuove tensioni. Il peggio sembra tuttavia, per ammissione dello stesso quotidiano britannico, alle spalle “perchè la banca difficilmente poteva esser lasciata senza timone nelle attuali terribili circostanze dei mercati”.

Se non sarà per amore sarà dunque per forza, ma la convivenza tra l’anima torinese e quella milanese dell’istituto pare destinata a proseguire, magari con qualche regolamento di conti all’interno della Compagnia di Sanpaolo o qualche ulteriore screzio tra azionisti e top management. Che però tutto sommato ha saputo sfruttare i frangenti per rafforzare la propria presa sulla struttura e che dunque non pare preoccupato dai periodici “spifferi” di corridoio.

Qualche  maggiore dubbio paiono esserselo fatto venire gli operatori di Piazza Affari, dove il titolo, dopo il grasso guadagno della vigilia (+18,7%) vede oggi un netto prevalere della lettera, peraltro contenuta in “soli” cinque punti percentuali circa.

Luca Spoldi

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