Rumors/ La decisione sull’Ipo Fideuram slitta a metà marzo, Passera non intende fare sconti agli acquirenti

Mercoledì, 3 febbraio 2010 - 15:33:00

Intesa Sanpaolo non ha fretta: secondo le ultime indiscrezioni una decisione sui tempi e sulle caratteristiche del previsto ritorno a Piazza Affari di Banca Fideuram (33,27 miliardi di patrimonio sotto gestione a fine 2009 ed una raccolta netta positiva per oltre 911 milioni di euro a dicembre) dovrebbe essere presa non il prossimo 9 febbraio, come finora ipotizzato, bensì nel giro di una quarantina di giorni, in concomitanza con la diffusione dei dati del bilancio 2009.

L’intenzione dell’istituto guidato da Corrado Passera, che a Davos ha ribadito come la decisione sia di natura “strategica” in quanto Banca Fideuram “non è core per il business della banca”, resta in ogni caso quella di varare prima dell’estate quella che si prefigura come una delle maggiori Ipo degli ultimi 18 mesi in Europa.

Come noto la condizione posta da Passera che ha finito negli scorsi mesi col bloccare una possibile cessione al gruppo Agnelli (interessato a tornare ad investire, tramite la holding Exor, in un settore da cui era uscito con la cessione di Prime a Banca Generali) è che Banca Fideuram venga valutata non meno di 3 miliardi di euro.

Un boccone difficile da digerire in una volta sola da parte di potenziali acquirenti italiani: Exor ha 1,1 miliardi in cassa, Generali e UniCredit paiono a tutto interessate meno che a fare acquisti, Banca Leonardo nonostante le voci difficilmente andrà oltre il ruolo di advisor finora ricoperto.

Anche perché sebbene Fideuram sia, con Mediolanum, Bnp Paribas, Generali e Azimut, una delle reti che registra da mesi il miglior andamento in termini di raccolta netta (a differenza della “cugina” Eurizon Capital, in rosso di quasi 440 milioni anche a dicembre), appare difficile trovare qualcuno diposto a pagare l’8%-9% del patrimonio per un asset gatherer, quando in media queste società valgono non più del 3%-5% del patrimonio sotto gestione.

Per questo l’orientamento sarebbe per ora di collocare circa il 50% di Fideuram, magari includendo anche le attività assicurative, e raccogliere 1,5 miliardi di euro, lasciandosi aperta la strada di ulteriori cessioni nei prossimi anni e guadagnando anche tempo per definire meglio il destino di Eurizon Capital, destinata per ora a continuare ad operare in modo autonomo.

La notizia, rigorosamente non commentata da Intesa Sanpaolo, sta facendo bene a Exor (+1,5%), ma anche a Fondiaria-Sai (+1,5%) e Mediolanum (+1%), mentre non sembra in grado di risollevare le quotazioni della stessa Intesa Sanpaolo (-0,5%), che risente come molti altri titoli bancari di ulteriori prese di beneficio scattate fin dalla mattinata.

Luca Spoldi

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