Conti d'oro/ Intesa batte UniCredit su profitti e cedola

Venerdì, 19 marzo 2010 - 17:00:00

Insomma, l'utile sale più per elementi straordinari che per l'andamento del business bancario e per di più non sorprende in modo evidente, mentre i ricavi sono pari a 4.273 milioni di euro  nel trimestre (-4,7% sul trimestre precedente anche se in ripresa del 9,7% rispetto a un anno prima), ovvero a 17.480 milioni nell'intero esercizio (-2% sul 2008). Numeri solidi, che consentono al Cda di proporre la distribuzione di un miliardo di euro di dividendi (8 centesimi di euro per azione ordinaria, 9,1 centesimi per i titoli di risparmio) e che portano il Tier1 ratio, dopo la distribuzione del dividendo medesimo, all'8,4%, ma che non offrono sostegno al titolo in una seduta nata bene e finita con qualche incertezza generale.

Ciò nonostante Corrado Passera si dice "molto soddisfatto" dei risultati nel corso della conference call di presentazione dei conti agli analisti e sottolinea: "siamo credo l'unica banca in Europa che ha affrontato la crisi senza aumentare il numero di azioni".
Oltre che soddisfatto del passato prossimo, Passera appare anche molto fiducioso del futuro ("la decisione di pagare il dividendo è espressione della nostra fiducia nel futuro" ha spiegato l'amministratore), un futuro in cui "la liquidità resterà  un fattore chiave" ma in cui se le autorità dovessero chiedere un ulteriore rafforzamento patrimoniale "avremo risorse da usare", tanto più che l'accordo col Credit Agricole per la cessione al gruppo francese di 150-200 filiali italiane "a prezzi di mercato" è confermato entro la fine del prossimo giugno e potrà dunque produrre ulteriori benefici. Quanto al nuovo piano industriale a cui il management sta lavorando, Passera anticipa: "E' molto solido e parzialmente già implementato. Decideremo con il nuovo Cda che verrà nominato quando e in che occasione renderlo pubblico al mercato".
Lo scenario su cui fa affidamento Intesa Sanpaolo prevede per il 2010 accantonamenti per rischi su crediti "inferiori al 2009" e un Roe "competitivo", sufficientemente tranquillo, grazie alla modesta leva finanziaria e al basso profilo di rischio di un modello di business focalizzato sulle attività di banca commerciale, da far ammettere al manager che la banca guarda "molto attentamente a filiali o piccole banche in regioni dove non abbiamo ancora le dimensioni e la quota di mercato che vorremmo avere". Passata in buona parte la paura e la stagione delle cessioni di asset non strategici, Intesa Sanpaolo sembra pronta a seminare per tornare a crescere.
 
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