Casi e casini di Borsa/ Sciolto il patto Credit Agricole-Generali. Vola Intesa
Ripartono alla carica i titoli bancari, sulla spinta dei buoni numeri di Bnp Paribas e nonostante una trimestrale molto meno positiva di ING Groep. L'idea di fondo è che alla fine la Grecia otterrà gli aiuti sperati dalla Ue, che non può permettersi di veder ulteriormente aggravarsi le incertezze che già da settimane circondano le emissioni sovrane dei "maialini" d'Europa. Rischio questo che invece porta gli uomini di Morgan Stanley a tagliare il giudizio sul settore torna a "cautios" (cauto) rispetto al precedente "in line" (in linea, ossia senza particolari timori né ottimismi, ndr). 
Corrado Passera
E a Milano spicca Intesa Sanpaolo che, a Borsa chiusa, annuncia l'avvenuto scioglimento del patto di sindacato tra il Credit Agricole e Generali Assicurazioni (nel cui capitale intanto Caltagirone risale oltre il 2% con l'ulteriore acquisto di 480 mila titoli per 7,87 milioni di euro) sul 10,9% di capitale dell'istituto. La notizia era attesa e sin dalla mattinata, sulla scia delle indiscrezioni, il titolo aveva rapidamente recuperato il terreno perso alla vigilia, per chiudere poi con un rialzo del 4,25%.
L'accordo 'bocciato' dall'Antitrust aveva come oggetto l'11% circa del capitale sociale della Ca' de Sass ed era stato siglato il 25 giugno 2009 in sostituzione di quello sottoscritto il 24 aprile; era originariamente previsto che avesse durata triennale.
Proprio il 19 marzo, data a partire dalla quale avra' effetto lo sciglimento del patto, e' convocato il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, chiamato ad approvare il bilancio 2009 e la proposta di destinazione dell'utile di esercizio; in quella sede dovrebbe essere convocata anche l'assemblea degli azionisti per il rinnovo del consiglio di sorveglianza.
Sempre in mattinata, inoltre, Corrado Passera aveva mostrato ottimismo. L'amministratore delagato di Intesa si era detto "molto fiducioso" che un accordo con i francesi, soci storici dell'istituto nato dalle ceneri di quanto restava del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, lo si troverà e sarà tale da evitare il rischio di una pesante multa dell'Antitrust italiano.
Antitrust che venerdì incontrerà i vertici di Intesa Sanpaolo per sapere come stanno le cose e che, in caso di ulteriore inadempienza agli impegni assunti all'epoca della fusione tra Banca Intesa e il Sanpaolo, potrebbe comminare una multa tra i 500 milioni e i 5 miliardi di euro. Per evitarla a Passera e Bazoli conviene fare concessioni al "gigante verde" del credito cooperativo transalpino, trovando le giuste contropartite (probabilmente un centinaio di sportelli o più, specie nell'ipotesi che l'operazione venga "vestita" da scambio di asset portando il gruppo italiano ad acquisire qualche attività in Francia).
Al Credit Agricole, insomma, resta un mese di tempo per definire la sua posizione riguardo alla quota del 5,8% che doveva essere ridotta entro la soglia del 2% prima della fine del 2009; tra le ipotesi sul piatto, c'e' anche la possibilita' che sia concessa ai francesi una proroga alla vendita, congelando il diritto di voto sulla quota eccedente il 2%, e il trasferimento della partecipazione a un 'trust'.
Come d'altra parte erano già convinti i trader, l'annuncio dello scioglimento del patto tra Credit Agricole e Generali è arrivato in tempo per dare sufficiente risalto all'accordo e convincere Catricalà a riporre la pistola nella fondina.



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