In&Out/ Agricole, Passera fa il Leone

Lunedì, 8 febbraio 2010 - 19:17:00

IN

Corrado Passera

Corrado Passera

Agricole-Generali, scampato pericolo? Stando alla Borsa, sembrerebbe proprio di sì. In una seduta altalenante in cui i titoli delle banche hanno ancora sofferto le incertezze circa lo stato di salute dei conti pubblici della Grecia, le cui difficoltà potrebbero creare dei contraccolpi sull'interbancario, il titolo Intesa-Sanpaolo ha guadagnato il 3,42%.

Il mercato scommette in una soluzione positiva nel confronto con l'Antitrust sulla mancata ottemperanza da parte di Credit Agricole delle disposizioni, a suo tempo dettate dall'Authority, per il via libera alla fusione tra Intesa e SanPaolo. La banca francese doveva scendere nell'azionariato di Intesa da oltre il 5% a sotto il 2%. Però, a causa del calo delle Borse, non ha venduto, ha vincolato la quota a un patto di consultazione con le Generali (sull'11% del capitale di Intesa). Un escamotage che, finora, ha consentito ai francesi di non svalutare la quota in Intesa, ma che è diventato oggetto di un'istruttoria Antitrust che rischia di costare alla banca di Passera da 500 milioni di euro a 5 miliardi. Oggi l'amministratore delegato di Generali Giovanni Perissinotto ha dichiarato che lo scioglimento del patto è un'ipotesi credibile. Certo, i francesi dovranno dirsi d'accordo a sterilizzare la quota eccedente la soglia rilevante per ottemperare agli obbighi imposti dall'authority di Catricalà, ma per il mercato è solo questione di tempo ed entro il 22 febbraio, data in cui l'Antitrust si pronuncerà, l'Agricole-Generali e Intesa avranno messo tutto a posto.


OUT

Il titolo A2A continua a soffrire a Piazza Affari: dopo la battuta d'arresto di venerdì (-2,64%), la multiutility ha lasciato oggi sul terreno il 4,36%, guadagnandosi la maglia nera del listino principale. Con il risultato di oggi, il titolo ha peggiorato il suo bilancio di Borsa dell'ultimo mese (-11%). Certo, a sei mesi resta il segno positivo (+2%), ma in un anno ha perso circa il 12% del suo valore. Giovedì il presidente del consiglio di gestione Giuliano Zuccoli ha presentato alla comunità finanziaria il suo piano industriale.

Secondo il direttore generale Renato Ravanelli "il 2010 si presenta con luci e ombre, non si intravvedono segnali di forte recupero". E oggi è arrivata pure la bocciatura degli analisti di Equita Sim che hanno confermato il prezzo obiettivo a 1,6 euro, ma hanno abbassato la raccomandazione da 'buy' a 'hold'. Certo, il 2009 è stato un anno reso difficile anche dalla crisi economica che ha impattato sui margini di A2A per 102 milioni di euro. E il titolo ne ha risentito. Eccome. Ora, se le prospettive per 2010, rischiano di non essere altrettanto buone, perché i manager capitanati da Zuccoli non intraprendono una politica industriale efficace per contrastare la congiuntura economica ed invertire il trend?

 


   

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