Integrità, umiltà e corenza: ecco il testamento spirituale di Andrea Pininfarina
Integrità, umiltà e corenza erano i tre valori in cui credeva Andrea Pinifarina e cercava di "applicarli e praticarli con costanza e continuità". E' lui stesso a rivelarlo in una "lettera a Dio", scritta nell'estate 2005 dall'isola di Mauvi (Hawai) per una pubblicazione e diventata un testamento spirituale letto oggi durante i funerali dal figlio Sergio, nel Duomo di Torino, davanti a imprenditori, finanzieri, politici, banchieri, operai, gente comune. 
"Caro Signore - inizia la lettera dell'imprenditore torinese - mi sono interrogato: "Si può chiedere qualcosa a Dio?". Credo di sì, e ci vorrei provare in questa occasione. Ovviamente non è qualcosa di concreto o di materiale: i tempi della letterina a Gesù Bambino per Natale sono passati da un pezzo! Mi piacerebbe invece confidarti quali sono i valori in cui credo e chiederti di aiutarmi a mantenerli, se non a perfezionarli, in base al Tuo divino giudizio. I valori in cui io credo sono fondamentalmente tre e cerco di applicarli e praticarli con costanza e continuità: integrità, umiltà,
coerenza".
Andrea Pininfarina spiega poi come intepreta i tre valori: "Integrità: la considero un insieme di
onestà ed etica molto difficile da trovare nel mondo del lavoro, dell'economia e del commercio. Eppure io credo che essere integri faccia la differenza: così da potersi guardare tutte le mattine allo specchio senza rimorsi o vergogna, consapevoli di aver sempre dato il meglio di sé con lealtà e rispetto delle regole. Umiltà: molto sovente chi ha successo nella vita e nel lavoro, tende a guardare indietro più che avanti e a perdere di vista le sfide di tutti i giorni e soprattutto l'umiltà. Penso invece che la vita sia come uno sport: ogni partita, ogni gara deve essere giocata con il massimo impegno, ma ricordandosi che ogni volta bisogna ripartire da zero. Si può vincere o perdere, ma con dignità e con un atteggiamento verso gli altri che nel tempo non si modifica in funzione dei propri successi. Coerenza: anche questo è un valore in cui credo molto, e che ritengo assai poco praticato di questi tempi, in cui l'opportunismo e la capacità di trasformarsi in base agli eventi sembrano essere vincenti rispetto a una qualsiasi credibilità. Questi sono i miei valori. Come li osservo? Mi rimetto a Te e al Tuo giudizio: quello che mi piacerebbe è almeno riuscire a trasmetterli ai miei figli ed a praticarli con tutti coloro che vivono, lavorano, interagiscono con me"
"Ma come si fa - termina Andrea Pininfarina - a concludere una lettera come questa senza chiedere almeno un po' di attenzione per le persone che mi sono più vicine e che quotidianamente condividono le mie ansie, le mie preoccupazioni, le mie gioie, le mie doti e le mie debolezze? Si tratta delle persone a cui voglio più bene, e cioè mia moglie e i miei figli, a cui ti prego, mio Dio, di dare una vita piena e felice almeno quanto la mia".



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