Carovita/ Inflazione su a novembre: +0,7%. E i prezzi tornano a salire anche in Europa
| PREZZI PRODUZIONE, ISTAT: FERMI A OTTOBRE; -5,3% ANNO - Nel mese di ottobre 2009, sulla base degli elementi finora disponibili, secondo l'Istat, l'indice totale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali e' rimasto invariato rispetto al mese precedente ed e' diminuito del 5,3 per cento rispetto al mese di ottobre 2008. "Nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi periodo agosto-ottobre) e quella dei tre mesi precedenti - si legge in una nota - l'indice e' aumentato dello 0,2 %". |
Sale l'inflazione in Italia ed Europa. A novembre, secondo le prime stime dell'Istat, nel nostro paese il costo della vita ha registrato il +0,1% rispetto ad ottobre e il +0,7% rispetto a novembre 2008.
In particolare, gli aumenti congiunturali piu' significativi si sono verificati per i capitoli Trasporti e Altri beni e servizi (+0,5% per entrambi).
Anche nell'Eurozona, per la prima volta da sette mesi i prezzi al consumo riprendono a crescere (+0,6% su base annua a novembre, contro il -0,1% di ottobre mentre gli analisti si aspettavano un incremento piu' contenuto dello 0,4%).
Secondo gli esperti l'aumento dello 0,6% a novembre e' legato soprattutto all'incremento dei prezzi dell'energia, che questa estate hanno spinto l'inflazione in calo e ora la fanno risalire. Tornando in Italia, molto critici i commenti dei consumatori.
Per il Codacons, l'aumento si tradurra' in aumento della spesa pari a 328 euro l'anno a famiglia. Secondo Adusbef-Federconsumatori, il rialzo del tasso di inflazione e' "cosa gravissima" e "appare un fatto ancora piu' grave, dal momento che si trova in concomitanza con una crisi dei consumi. Una contrazione che si attestera' al -2,5-3% ed addirittura al -4% per le famiglie a reddito fisso, con una riduzione complessiva della spesa di 30 miliardi di Euro.
Per le due associazioni, tale situazione sta comportando gravi ricadute sul benessere delle famiglie, oltre che sull'intero tessuto industriale del nostro Paese. Inoltre, se l'inflazione, a fine anno, si attestera' all'1%, come si potrebe prevedere, vi sara' un ulteriore aggravio di 300 Euro annui a famiglia, che andranno a decurtare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie. Confcommercio, invece, sottolinea come il dato italiano sia in linea con l'Europa mentre per Confesercenti e' preoccupante la debolezza della domanda interna.



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