In&Out/ Profumo incassa l'ok dei soci. Ferretti festeggia: la sua Caleffi continua a correre in Borsa. Stop per Marchionne
IN
Giornata ok per Alessandro Profumo. L'amministratore delegato di Unicredit incassa il disco verde dell'assemblea per l'aumento di capitale da quattro miliardi. Dopo il bancone, l'ex McKinsey ora riapre il capitolo acquisizioni. Già nel 2010 le prossime mosse? Bene anche Vincenzo Mariconda, il presidente di Risanamento. Dopo il via libera del Tribunale al piano di salvataggio e, nel fine settimana, l'approvazione dei conti dei primi nove mesi dell'anno, oggi
l'assemblea degli azionisti ha dato il suo via libera al nuovo consiglio di amministrazione del gruppo immobiliare: riconfermato Mariconda alla presidenza (secondo cui "le banche saranno azioniste di riferimento") e, tra i consiglieri, Mario Massari. Claudio Calabi, attuale amministratore del Sole 24 Ore, entra nel board e, con tutta probabilita', ricevera' le deleghe operative in occasione della prima riunione del consiglio. Gli altri consiglieri nominati, come previsto nella lista messa a punto dalle banche, sono Massimo Mattera, Alessandro Cortesi, Luca Arnaboldi, Carlo Pavesi, Anna Maria Ruffo, Matteo Tamburini e Ciro Piero Cornelli. Nei primi nove mesi del 2009, la perdita di Risanamento e' salita a 213,2 milioni di euro, a fronte dei 116,1 milioni dello stesso periodo del 2008.
Sedici novembre da incorniciare anche per Guido Ferretti, amministratore delegato di Caleffi. Il titolo, quotato al segmento Standard classe 1 ha portato a casa un rialzo del 21,13%. E' stato a lungo sospeso al rialzo, ha oscillato in giornata tra un minimo di 1,07 euro e un massimo di 1,206 euro per azione, poco sotto il recod del 2009 toccato all'inizio dell'anno, per poi fermarsi a 1,198 euro. Il rinnovo della concessione (firmato venerdì) con la Walt Disney Company ha dato ancora la spinta al prezzo delle azioni.
OUT
Nota negativa per Sergio Marchionne. L'amministratore delegato del gruppo Fiat-Chrysler ha ricevuto uno stop dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi sul rinnovo degli incentivi al settore delle quattroruote e sul piano industriale (per l'Italia) del Lingotto. "Il Governo non accetta a scatola chiusa piani aziendali, nè da Fiat nè da altri", ha affermato l'esponente del Pdl, rispondendo a chi gli ha chiesto un commento sulle anticipazioni delle intenzioni di Fiat di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese e di spostare su Pomigliano la produzione di Panda. "Sara' doveroso - ha aggiunto - valorizzare quanto piu' possibile le capacità produttive del nostro Paese".



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