Imprese/ Confindustria, norme anti-pizzo. No a tetto bonus

Giovedì, 28 gennaio 2010 - 16:42:00

Sono 83 mila, a fine 2009, le domande accolte pervenute dalle pmi per chiedere la moratoria dei
debiti
. Lo rende noto il Tesoro, comunicando i principali risultati del terzo monitoraggio sull'applicazione dell'Avviso comune sulla sospensione dei debiti delle Piccole e Medie
Imprese. L'Avviso e' stato sottoscritto dal Ministro dell'economia e delle finanze, l'Associazione Bancaria Italiana e i rappresentanti delle imprese di tutti i settori economici. In particolare, le domande di sospensione pervenute al 31 dicembre 2009 sono state circa 117 mila, (+40 per cento rispetto allo stock delle domande pervenute al 30 novembre). Tenendo conto dei tempi di istruttoria (circa 30 giorni), sono gia' state accolte fino a dicembre 83 mila domande per circa 7 miliardi di euro di mutui e leasing sospesi. Nel solo mese di dicembre sono stati sospesi circa 2 miliardi di euro. Le restanti domande sono state analizzate nel corso del mese di gennaio, i cui dati saranno disponibili alla fine di febbraio.
Oggi abbiamo fatto una delibera in cui tutte le associazioni territoriali del Mezzogiorno hanno preso una decisione molto importante: l'obbligo di denuncia degli imprenditori che vengono vessati dalla mafia e l'obbligo di sospensione o espulsione, dalla Confindustria", di aziende che non denunciano. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, annuncia l'iniziativa anti-pizzo adottata oggi della Giunta di viale dell'Astronomia e che obbliga gli imprenditori vessati a sporgere denuncia, pena la sospensione o espulsione dall'associazione. Si tratta, ha aggiunto Marcegaglia, di "una decisione che rafforza il nostro impegno in prima linea contro la criminalità". Anche sulle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri "non possiamo che apprezzare la volontà di fare una battaglia forte da questo punto di vista".

Sulla battaglia al lavoro nero e alla illegalità è intervenuto, al termine della giunta che si è riunita oggi in Confindustria, anche il direttore generale dell'organizzazione, Giampaolo Galli: "Tutto ciò che va nella direzione di contrastare il lavoro nero, il sommerso e l'evasione fiscale trova in Confindustria un attore che condivide l'azione del governo". Anche Galli ha sottolineato l'importanza di risolvere "un problema di convivenza civile perché le imprese in nero fanno concorrenza sleale a quelle in regola. Queste imprese - ha aggiunto Galli - distorcono in maniera inaccettabile i meccanismi di mercato".

Il leader di Confindustria, ha bocciato invece senza appello l'emendamento dell'Idv passato ieri in Senato che fissa un tetto ai compensi dei manager di Società quotate in Borsa. "E' una fesseria totale che va eliminata al più presto. Non ha nessun senso anche perchè sono manager di aziende private", ha detto al termine della Giunta. "Una fesseria", ha ribadito. "E mi auguro si tratti di una svista. L'importante comunque ora è che venga immediatamente corretta", ha aggiunto. Quanto all'obbligo di pubblicazione degli stipendi dei manager di aziende quotate "si tratta di un obbligo che già esisteva. Si ridice quindi una cosa che già esiste".

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