Scenari/ Le imprese dell’elettronica ed elettrotecnica lanciano l’allarme, crisi mai così dura dal dopoguerra
Neanche l’elettronica è immune dalla recessione: se a luglio era già evidente “l’incertezza del quadro congiunturale”, con i rischi connessi per la crescita e la solidità del quadro economico, l’osservatorio dell’Anie (l’associazione nazionale delle imprese di elettrotecnica ed elettronica), elaborato in collaborazione con Confindustria e Unioncamere, ha definitivamente accertato come la crisi sia “arrivata con tutta la sua durezza” e stia “assumendo toni sempre più critici”.
Di fronte all’aggravarsi della crisi finanziaria che ha messo in ginocchio anche alcune istituzioni europee dando il là ad un severo credit crunch, la crisi bancaria “coglie l’economia italiana, strutturalmente più debole, già in recessione”. Il nuovo scenario economico, meno favorevole, delineato a metà novembre dal Centro Studi Confindustria prevede infatti non una crescita modesta o nulla come sinora si era sperato, ma una riduzione del Pil dello 0,4% nel 2008 destinata a trasformarsi in un calo dell’1% l’anno prossimo.
“L’Italia non sperimentava un biennio di contrazione dalla seconda guerra mondiale” ricorda l’Anie, una crisi la cui ricaduta sull’economia reale avrà un impatto non omogeneo sul territorio nazionale, come emerso dallo scenario di sviluppo delle economie locali delineato da Unioncamere per il 2008-2009. Lo scenario per il 2008 “indica un graduale peggioramento di contesto che in Italia sta coinvolgendo senza esclusione tutte le aree territoriali, con il Mezzogiorno in più elevata sofferenza”.
Tanto per cambiare le regioni meridionali “sperimenteranno anche nel 2009 la contrazione più intensa del Pil al confronto con le restanti ripartizioni territoriali”, anche perché verrà a mancare il sostegno alla crescita fornito dall’export e dagli investimenti. “Anche sul fronte occupazionale sarà il Sud a pagare nel 2009 il prezzo più alto dell’avvitamento della crisi sull’economia reale”.
In questo quadro allarmante le aziende elettrotecniche ed elettroniche stanno già sperimentando un 2008 “difficile” con un calo di ordini e fatturato “che non risparmia le componenti più vitali dell’industria elettrotecnica ed elettronica nazionale”, neppure nel caso di aziende “che forti delle recenti strategie di riposizionamento sui mercati esteri sembravano più attrezzate ad affrontare le crescenti difficoltà di contesto”. Se l’export rischia, il calo diffuso della domanda di tecnologie per l’innovazione infrastrutturale “penalizza le aspettative sul fronte interno” spiegano gli esperti.
Il rischio, concludono, è che il quadro recessivo che si prospetta per l’economia italiana a tutto il 2009 e il rallentamento diffuso nel contesto internazionale “possa vanificare l’elevato impegno, in termini di risorse e strategie, speso dalle aziende a sostegno della competitività”. Impegno che ha peraltro consentito fino a tutto il 2007 un importante recupero dei margini unitari “nonostante le forti pressioni di costo (in particolare sulle principali commodity metallifere) e l’andamento sfavorevole del cambio”.
Lo scenario è dunque allarmante, ma le imprese italiane dell’elettrotecnica e dell’elettronica “si preparano, nel complesso, ad affrontare le rinnovate complessità dello scenario economico italiano ed internazionale, forti di migliorate condizioni di redditività operativa e complessiva”. Il che, visti i tempi che corrono, non è poca cosa.
Luca Spoldi



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