Borsa/Il tribunale di Napoli rinvia decisione su sequiestro cautelativo

Martedì, 22 luglio 2008 - 18:44:00

Di Luca Spoldi

Impregilo interrompe la sua corsa in borsa e solo grazie al recupero finale di Piazza Affari riesce a chiudere a 3,385 euro (+0,68%) dopo essere stata sospesa al ribasso nel primo pomeriggio a seguito della decisione del Tribunale del Riesame di Napoli che stamane, in un’udienza che secondo le attese avrebbe dovuto ridefinire gli importi da sequestrare nell’ambito dell’inchiesta sul ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Campania portata avanti dalla Procura partenopea, ha invece deciso di riservarsi la decisione in merito, come ha poi confermato una nota della stessa Impregilo.

Come dire che nonostante la recente sentenza con cui le sezioni penali unite della Corte di Cassazione hanno sostanzialmente accolto il ricorso dei legali del gruppo di costruzioni, per i quali l’importo del sequestro, 750 milioni di euro, era stato erroneamente calcolato non sull’utile netto conseguito dalle società che avrebbero commesso l’illecito, ma sul profitto al lordo dei costi legati alle attività poste in essere in relazione alla commissione del reato stesso, per ora non è dato sapere quando i giudici napoletani ridetermineranno le somme, che secondo molti analisti potrebbero ridursi significativamente, sino a 150-200 milioni di euro.

Se così fosse si libererebbero 500 milioni di mezzi finanziari coi quali dare andare a ridefinire il piano triennale del gruppo, che nel frattempo se appare tagliato fuori dall’affare rifiuti campano (dove invece sono date per favorite il gruppo francese Veolia e l’italiana A2A) è in compenso tornato in pista per il Ponte sullo stretto di Messina ed  ha vinto importanti appalti in Libia e negli States.

Il rinvio della decisione sul sequestro, poi, mette per ora fine ad un secondo tema “speculativo”, quello relativo al possibile esercizio dell’equity  swap con Abn Amro sul 3% del capitale di Impregilo da parte dei soci di quest’ultima (ipotesi peraltro già smentita dagli interessati nei giorni scorsi). Secondo le norme attuali, infatti, l’Opa obbligatoria che si dovrebbe lanciare superando la soglia del 30% dovrebbe offrire a tutti gli azionisti il prezzo pattuito con l’istituto olandese, ossia 4,16 euro per azione.

Una valutazione superiore di oltre un 20% agli attuali corsi di borsa che difficilmente potrebbe giustificarsi, tanto più visto le incertezze in cui si dibattono in questi mesi i listini di tutto il mondo e le prospettive non esaltanti del settore dei contractor europei, i cui protagonisti proprio oggi hanno subito una serie di downgrade da parte degli analisti di Merrill Lynch a causa della “limitata visibilità per i prossimi dodici mesi”  e della “volatilità in termini di Utili/NAV legata all’utilizzo della leva finanziaria” tipica di tale settore.

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