Impregilo/ Benetton trattano per lasciare a Gavio
Alla fine il controllo di Impregilo sarà tutto del gruppo Gavio. Questa sarebbe la strada presa dalle trattative con i Benetton dopo che il costruttore piemontese ha già acquistato dai Ligresti un terzo della controllante del maggior 'general contractor' italiano. Su questo quadro convergono diverse fonti vicine al dossier, anche se da Autostrade per l'Italia, la società controllata dai Benetton che entro inizio marzo deve decidere se esercitare o meno l'opzione sulla quota ceduta dai Ligresti a Gavio, viene solo un secco 'no comment'. L'appuntamento clou potrebbe essere il prossimo Cda della holding Atlantia, ma la partita avrebbe già preso una strada precisa, anche perchè i Benetton sono impegnati soprattutto nel delisting - e relativa Opa - del titolo con il loro nome.
E Impregilo non ricoprirebbe più un ruolo cruciale nelle loro strategie. Il punto ora sarebbe soprattutto nella contropartita che i Gavio riconosceranno ai Benetton per tutto o una parte del 33,3% che il gruppo veneto detiene in Igli, che a sua volta ha in portafoglio il 29,9% di Impregilo. Potrebbe essere in parte liquidità, ma anche il controllo di autostrade in Sud America. In ogni caso l'avvio della prossima seduta di Borsa dirà se il mercato crede all'operazione. Da settembre il titolo Impregilo si è mosso infatti in continuo rialzo e ora l'appeal speculativo può in parte svanire.
Da fine novembre Impregilo è salita in Piazza Affari del 30% fino all'attuale prezzo di 2,5 euro, con una sola seduta - la penultima - di netto calo per le ipotesi che Salini rinunci a entrare nel 'salottò di controllo. Perchè sulla partita Impregilo i protagonisti sono numerosi. Negli ultimi mesi il costruttore romano ha infatti rastrellato sul mercato un'ingente quota, secondo qualche operatore con l'obiettivo per presentarsi alla prossima assemblea del 'general contractor' con un pacchetto di titoli (ora è accreditata di circa il 15%) addirittura simile a quella detenuta da Igli, ma poi la 'scalatà avrebbe rallentato. Anche in questo caso Salini non fa trapelare alcun commento e qualcuno ha ipotizzato che il costruttore romano possa cedere ai francesi di Vinci il suo pacchetto azionario del general contractor. In questo caso la smentita è arrivata secca. «Non abbiamo alcun ruolo in questa vicenda», ha detto l'amministratore delegato del gruppo di costruzioni francese, Xavier Huillard. «L'Italia - ha aggiunto - è un Paese complicato e le aziende italiane sono aziende complicate».


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