Il commento/ Fiat, adulto o vitellone?
Martedì, 1 dicembre 2009 - 17:53:00
Di Giuseppe Morello
Credevamo che l'era Marchionne avrebbe fatto della Fiat un'azienda davvero privata, che sta sul mercato coi suoi mezzi e fa le sue scelte in libertà. Non è così e l'incontro tra Marchionne e il ministro Scajola conferma che il gruppo del Lingotto è ancora il "tredicesimo ministero" del governo italiano, come ai tempi di Agnelli.
Sotto della cortina fumogena di dichiarazioni vaghe ("un confronto per chiarire i dati e per continuare il dialogo", "un uso efficiente degli stabilimenti Fiat"), una cosa sembra certa, e cioè che nello stabilimento di Termini Imerese la Fiat entro un anno circa non produrrà più auto. Cosa produrrà? Penettoni? Le voci dicono cabine per trattori, ma sembra chiaro che comunque vada (Marchionnne smentisce, ma potrebbe anche finire con la chiusura dello stabilimento come in un primo tempo pareva) un po' di posti di lavoro salteranno.
La Fiat naturalmente sarebbe liberissima di fare ciò che vuole, se non fosse il "tredicesimo ministero". Ma si dà il caso che il gruppo di Torino continui direttamente o indirettamente a godere di soldi pubblici (incentivi, cassa integrazione, i fondi per impiantare e infrastrutturare per l'area attorno a Termini Imerese), e questo le impone qualche obbligo che si aggiunge alle valutazioni economiche sull'efficienza dello stabilimento siciliano.
La storia è sempre quella, come nella vita: o ci si fa grandi e si va con le proprie gambe pagando la propria autonomia, oppure si continua a chiedere i soldi a mammà, ma allora si accetta che la mamma stabilisca a che ora si mangia e a che ora si rincasa. Troppo comodo fare i vitelloni: liberi ma a carico dei genitori. Fiat cosa vuole essere, un adulto o un vitellone?
giuseppe.morello@affaritaliani.it
Credevamo che l'era Marchionne avrebbe fatto della Fiat un'azienda davvero privata, che sta sul mercato coi suoi mezzi e fa le sue scelte in libertà. Non è così e l'incontro tra Marchionne e il ministro Scajola conferma che il gruppo del Lingotto è ancora il "tredicesimo ministero" del governo italiano, come ai tempi di Agnelli.
Sotto della cortina fumogena di dichiarazioni vaghe ("un confronto per chiarire i dati e per continuare il dialogo", "un uso efficiente degli stabilimenti Fiat"), una cosa sembra certa, e cioè che nello stabilimento di Termini Imerese la Fiat entro un anno circa non produrrà più auto. Cosa produrrà? Penettoni? Le voci dicono cabine per trattori, ma sembra chiaro che comunque vada (Marchionnne smentisce, ma potrebbe anche finire con la chiusura dello stabilimento come in un primo tempo pareva) un po' di posti di lavoro salteranno.
La Fiat naturalmente sarebbe liberissima di fare ciò che vuole, se non fosse il "tredicesimo ministero". Ma si dà il caso che il gruppo di Torino continui direttamente o indirettamente a godere di soldi pubblici (incentivi, cassa integrazione, i fondi per impiantare e infrastrutturare per l'area attorno a Termini Imerese), e questo le impone qualche obbligo che si aggiunge alle valutazioni economiche sull'efficienza dello stabilimento siciliano.
La storia è sempre quella, come nella vita: o ci si fa grandi e si va con le proprie gambe pagando la propria autonomia, oppure si continua a chiedere i soldi a mammà, ma allora si accetta che la mamma stabilisca a che ora si mangia e a che ora si rincasa. Troppo comodo fare i vitelloni: liberi ma a carico dei genitori. Fiat cosa vuole essere, un adulto o un vitellone?
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