Il mio Paese ombra
Di Pasquale Della Torca
E’ sconfortante la gara di inettitudine in corso tra le belle teste occidentali. Il recente G8 ha dato ancora una volta mostra del nulla che le persone sono in grado di produrre. In casa nostra, finalmente, pare che la fiducia degli elettori nel governo in carica si vada infiacchendo. Direi bene, benissimo.
Dopo la asfissiante e snervante diatriba sulle questioni della giustizia e le pagliacciate della piazza pare che in fondo al setaccio resti la desolazione di sempre: desolazione di destra, desolazione di centro e desolazione di sinistra. Intanto in Abruzzo accade quel che accade, nel napoletano si muore addirittura di infarto in ospedale! E a Ischia perché l’autoambulanza non riesce ad accedere alla zona pedonale.
Il Governo terrà il prossimo consiglio dei ministri a Napoli. Affà che? Parlare di monnezza? Va bene, ripuliamo pure Napoli dalla monnezza ma che resta poi? La domanda è diretta a Silvio Berlusconi e a Giulio Tremonti. Già, perché al di là dell’inconsistente bla bla bla, come nella pubblicità che ci martella in questi giorni, è pari a zero l’opera svolta finora per sferzare l’economia e i redditi di questo paese di ombre.
Devo dire la verità, tutta. Sono un Italiano stanco. Sono stanco di vedere parlare e non fare chi, sia pur legittimamente, s’è preso i voti popolari. Se li è presi Berlusconi e a lui ricordo che l’impegno elettorale contrasta con quanto finora posto in essere dal ministro Tremonti. Il Ministro dell’Economia ha messo una pietra tombale sul questo paese. Nella sua programmazione economica, inusitatamente lunga per i tempi che corriamo, e, quindi, sbagliata, non c’è nulla che sia in grado di smuovere l’industria che vuol tirare a campare, che porti soldi nelle tasche dei lavoratori che non riescono a tirare a campare. Se il paese non viene smosso ora che la crisi economico finanziaria pare globale e insidiosa quando deve essere smosso? Quando le cose vanno bene e l’economia tira? Ah! Così è troppo facile. Adesso c’è bisogno di forza: la forza dei muscoli e la forza del cervello, in sintesi le palle per governare al galoppo.
Io, per ora, vedo solo melassa, chiacchiere, culi di pietra, neghittosità. Non vedo, oltre il sorriso del Premier e le ieraticità filosofico-economica di Tremonti nulla che assomigli al governare il paese, al governare l’economia di questo paese, al creare occasioni di sviluppo per questo paese. Non vedo progetto, speranza, futuro per questo paese.
Continuiamo a trastullarci con le piccolezze economico-fiscali; il ticket, i soldi non ci sono, le tasse non caleranno, la Robin Tax. Nel frattempo il paese, il mio, perché è anche mio, morirà di consunzione e sotto l’incedere dell’economia ombra, quella nascosta, quella in nero quella dell’immigrazione perseverante, a dispetto dell’abbaiare continuo dei leghisti.



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