Iban/ Aumentano gli angeli e gli investimenti, censite 179 operazioni
![]() Tomaso Marzotto Caotorta |
Presentata in occasione giornata della giornata di Academy tra soci Iban, e ospitata presso gli uffici milanesi dello Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo & Partners, la Survey 2009 ha fornito un primo confortante dato: sono aumentati in Italia i business angel, anello fondamentale nella filiera dell’investimento all’innovazione e sono cresciuti gli investimenti, ben 179 sono le nuove operazioni censite, che si confrontano con le 120 del 2008.
L’ammontare globale degli investimenti dichiarati è sostanzialmente rimasto invariato rispetto all’anno precedente (+1.2%, pari nel 2009 a 31.460.000 di euro, contro i 31.100.000 del 2008); ciò grazie anche all’aumentato numero di operazioni censite. E’ calato invece l’ammontare dell’investimento medio di ogni operazione che scende da 213 mila euro a 176 mila euro (-17%), in parte a causa di una maggiore propensione al co-investimento all’interno dei gruppi di BA.
"Per la prima volta dopo 4 anni di forte crescita, i dati raccolti sull'ammontare totale degli investimenti fatti non sono cresciuti, ma hanno confermato il livello raggiunto nel 2008. – commenta Tomaso Marzotto Caotorta, Socio Fondatore e Segretario Generale Iban - Questo dato però deve essere letto con soddisfazione, perchè il settore delle operazioni Early Stage è stato l'unico comparto della filiera del Venture Capital che non è arretrato nel corso del 2009. Per avere una visione più completa del fenomeno, è utile sommare i dati raccolti da Iban con quelli raccolti da AIFI, che, in questo comparto appunto, hanno evidenziato lo stesso trend di tenuta. L'ammontare degli investimenti rilevati e il forte incremento del campione interpellato, indicano una rafforzata capacità dell’associazione a intercettare i business angel su tutto il territorio nazionale, ma anche un aumento del fenomeno dell'angel investing in Italia".
Marco Gubitosi, partner dello Studio legale Gianni, Origoni, Grippo & Partners, business angel attivo e socio Iban che ha curato quest’anno per l'associazione IBAN la nuova edizione della "Guida breve del Business Angel - Introduzione alle principali tematiche legali e fiscali del rapporto tra investitore privato di capitale di rischio e proponente di progetto, così commenta il significativo sviluppo dell’informal venture capital: "Allo scopo di promuovere un ulteriore incremento dell’angel investing in Italia IBAN si sta fortemente adoperando per facilitare l’adozione dei più opportuni ed efficaci strumenti giuridici e normativi rapportati a degli investimenti che per definizione sono informali e destrutturati. Tutto ciò ha l’obiettivo di contribuire alla diffusione delle best pratice del settore e interagire con le istituzioni: l’adozione di standard uniformi consentirà anche di dare maggiore impulso alla cooperazione con i business angel esteri”.
Nel 2009 i business angel dichiarano di aver esaminato seriamente circa 1394 progetti, pervenuti loro in prevalenza tramite la rete Iban (56% degli intervistati) o attraverso altri imprenditori, colleghi e amici, di solito all’interno di un Club di angels (35%). I progetti nei quali si preferisce investire sono quelli High-Tech (70%, intesa come la tecnologia al momento più avanzata, qualsiasi sia il campo di applicazione), in settori come l’ICT, le Biotecnologie ed il MedTech, dato che conferma l’importanza del ruolo dell’informal venture capital come stimolatore dell’innovazione; permane comunque elevato l’interesse anche per il settore manifatturiero e per gli investimenti nei servizi alle imprese.
Circa l’impiego del proprio patrimonio personale, emerge un atteggiamento molto prudente (la media si colloca tra il 15/20% del proprio patrimonio liquido, ma oltre il 50% dichiara di investire meno del 10% del proprio patrimonio), ma con la predisposizione ad aumentare in futuro il livello dei propri investimenti; in genere, se il business angel ha già fatto un investimento non intende fermarsi e ne fa altri; oltre il 50% ha già in portafoglio altre 2 o più partecipazioni; quando entra in un progetto d’impresa tende a creare una nuova società, in particolare società a responsabilità limitata, e preferisce acquisire una percentuale del capitale sociale in minoranza.
Particolare importanza assumono invece la possibilità di predeterminare l’exit dalla startup (la permanenza dentro le società investite è di circa 4 anni, ma nel 2009 sono aumentate anche le exit dopo soli 2 o 3 anni) e la modalità preferita è la vendita ad altra società o la fusione (oltre il 70%), seguita dalla vendita ad altri investitori. Alcuni dati ancora: il Business angel preferisce investire nella propria Regione o all’estero, piuttosto che in altre Regioni d’Italia; è mosso dalla ricerca di una soddisfazione personale di auto realizzazione più che dalla sete di guadagno; entra in progetti con forte potenziale di crescita, dove vi sia un team fortemente impegnato e competente; dichiara di non attribuire importanza decisiva a eventuali vantaggi e aspetti fiscali del proprio investimento.



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