Grecia/ Pressing sull'Ue: "Non possiamo più rivolgerci al mercato"

Martedì, 27 aprile 2010 - 14:26:00
"Le negoziazioni vanno avanti bene e non c'è alcun dubbio sulla necessità della ristrutturazione del debito". Lo ha detto il presidente stabile dell'Ue, Herman van Rompuy, in merito agli ultimi sviluppi della crisi del debito della Grecia. «Lo scopo - ha aggiunto van Rompuy nel corso di una conferenza stampa a Tokyo, dove in giornata si terrà il summit Ue-Giappone - è attivare il piano congiunto che mette insieme Eurogruppo, Bce, Fmi e, ovviamente, il governo greco». Un portavoce di Van Rompuy ha precisato le dichiarazioni del presidente stabile dell'Ue sul debito della Grecia, rilevando che le trattative sul piano di aiuti «stanno continuando: sono sulla strada giusta e non si tratta della ristrutturazione del debito».

In altri termini, non ci sono «questioni» sul debito in relazione al pacchetto finanziario di sostegno in discussione. Van Rompuy, nel suo intervento, ha confermato il summit tra i Paesi dell'area dell'euro «intorno al 10 maggio» per discutere crisi greca. «Come presidente dell'Unione europea, confermo che ho intenzione di convocare una riunione dell'Eurogruppo, con i capi di Stato e di governo, intorno al 10 maggio. Sulla base della relazione che sarà ultimata nei prossimi giorni, i capi di Stato e di governo dovranno decidere consentendo il pagamento degli aiuti attualmente in discussione».

FT, FMI VALUTA AUMENTO AIUTI DI 10 MLD. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) sta valutando la possibilità di aumentare di 10 miliardi di euro il proprio aiuto finanziario alla Grecia sulla scia dei timori che i previsti 45 miliardi di euro di risorse non saranno sufficienti a prevenire che la crisi del debito di Atene diventi fuori controllo. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti.

papandreou
Angela Merkel, George Papandreou e Nicolas Sarkozy

Papandreou: "Non possiamo più rivolgerci al mercato"

La Grecia ha bisogno di "tempo e di serenita'" per completare le profonde riforme che sono necessarie: lo ha detto il premier greco George Papandreou, aggiungendo che "ogni cosa deve cambiare" per rendere l'economia piu' sostenibile. "Abbiamo bisogno di tempo e di serenita' per poter riformare profondamente il paese", ha spiegato il premier. "Speriamo d'ora in avanti di concentrarci e di rompere con il passato, e l'apporto della Ue e del Fmi ci dara' la calma indispensabile per realizzare questi cambiamenti".

Mercati/ Paura Grecia: crollano i listini

PORTOGALLO: STANDARD AND POOR'S ABBASSA RATING - Standard and Poor's ha declassato il rating del Portogallo per il modo in cui sta gestendo l'elevato debito pubblico e la situazione debole dell'economia. Il rating e' stato ora abbassato di due note, passa ora a A-, quattro note in pratica sopra il cosiddetto livello "spazzatura". L'outlook e' negativo. La mossa, sottolinea l'agenzia internazionale di rating, "riflette la nostra visione dei rischi fiscali amplificati che il Portogallo deve affrontare. In base al nostro scenario base rivisto di crescita economica, ci  aspettiamo che il governo portoghese possa faticare per stabilizzare il rapporto di debito relativamente alto nell'orizzonte prospettico fino al 2013".

ITALIA PRONTA AD AIUTI CON DECRETO FINO A 5,5 MLD - Il Governo italiano e' pronto a fare la sua parte per salvare dal default la Grecia: e' infatti stato predisposto un decreto legge che da' il via libera agli aiuti in favore del paese ellenico fino a 5,5 miliardi nell'ambito del pacchetto europeo da 30 miliardi. Lo rivelano all'Agi fonti del Tesoro. Secondo quanto si apprende, il provvedimento e'
pronto e potrebbe quindi essere varato a breve dal Consiglio dei Ministri.

Papaconstantinou ha sottolineato che la Grecia e' ''sotto pressione'' da parte dei mercati finanziari che ''stanno scommettendo contro di noi'' visto che i costi per l'approvvigionamento di fondi per il governo sono andati alle stelle negli ultimi giorni. ''Il deficit si mostra a fine anno - ha detto poi il ministro parlando con i deputati socialisti - al 13,6% e potrebbe reggiungere il 14%. Sono dati spaventosi, la spesa e' cresciuta il doppio delle entrate". La Banca di Grecia oggi ha avvertito che la contrazione del Pil per il 2010 potrebbe essere peggiore delle attese, con un calo oltre il 2%.

Ma se Atene ha bisogno di tempo, Fmi e Ue devono fare in fretta. Almeno stando a quanto chiede il ministro delle Finanze, George Paopcostantinou, che avverte: la Grecia ha urgentemente bisogno degli aiuti dell'Ue e del Fmi entro il 19 maggio (quando dovranno essere ripagati 9 miliardi di euro di debito pubblico, ndr) per rimborsare le scadenze sui debiti e "non e' piu' in grado" di ricorrere al mercato per finanziarsi. Non solo. Il ministro, pur dicendosi sicuro di un accordo a breve, si lamenta della "mancanza di chiarezza" da parte dei paesi europei.

Intanto, però, arriva una nuova tegola sul debito pubblico greco, declassato a livello 'spazzatura' da Standard & Poor's.  I titoli si stato di Atene ''non sono piu' compatibili con l'investment grade'' secondo l'agenzia di rating che vede ''rischi in crescita nel medio termine'' e il debito in aumento al 124% del Pil nel 2010 e al 131% del Pil nel 2011.

Ma il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, assicura: un default della Grecia o di qualsiasi altro Paese dell'eurozona "e' fuori questione. Ne ho gia' parlato pubblicamente, per me la questione non esiste".

Ad Atene, nel frettempo, prosegue la missione Bce, Ue e Fmi per contrattare il piano di prestiti. Le istituzioni internazionali vorrebbero garanzie maggiori in cambio dei finanziamenti e puntano a un piano fiscale di austerita' fino al 2012. Esclusa invece una ristrutturazione del debito.

Secondo il direttore generale del dipartimento della Commissione Affari economici e monetari, Marco Buti, Fmi, Bce e Commissione stanno affrontando ad Atene la questione del piano di austerita' come condizione per dare il via libera ai prestiti. Il negoziato con la Grecia per un nuovo programma pluriennale di austerita' procede bene e verra' concluso ai primi di maggio, ha affermato il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn.

Secondo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, la lezione che l'Italia deve trarre dalla crisi finanziaria della Grecia e' quella di proseguire sulla strada "di rigorosa disciplina del bilancio". "I mercati sono resi per ragioni di instabilita' particolarmente diffidenti verso quei titoli pubblici dietro i quali non c'e' adeguata disciplina di bilancio - ha detto Sacconi a margine della presentazione del Rapporto dell'Inps - la lezione per noi e' di continuare nella linea di rigorosa disciplina di bilancio".

Un segnale di distensione per il nostro Paese viene lanciato da Moody's. Dopo il declassamento deciso
da Standards and Poor's per Grecia e Portogallo, l'agenzia internazionale di rating - riferiscono alcune fonti all'Agi - non intravede un pericolo 'default' per il nostro Paese. Per Moody's, infatti, "la Grecia ha un rating A3 e un outlook negativo sotto il review per downgrading. Il Portogallo - spiegano le stesse fonti - ha un rating AA2 equivalente a quello dell'Italia ma con un outlook negativo mentre l'Italia ha un outlook stabile. Inoltre l'Italia - proseguono - e' abituata a gestire da decenni un alto debito e una bassa crescita e questo la rende piu' forte: rispetto alla Spagna, insomma, l'Italia ha una settore finanziario molto piu' stabile".

E intanto il differenziale di rendimento tra i bond decennali greci e gli analoghi titoli tedeschi, sale a 700 punti base, il massimo da 12 anni.

L'incertezza sull'arrivo e sull'entita' degli aiuti europei manda a picco la Borsa di Atene, che chiude in calo del 6,43% a 1.696,68 punti, il minimo dall'ottobre scorso. Affondano i titoli bancari, dopo che il Governatore della Banca centrale, George Provopoulos ha lanciato l'allarme sul rischio di una recessione superiore alle previsioni e ha detto che le "condizioni in cui opereranno le banche saranno molto diverse da quelle in cui hanno operato finora".
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