Grecia/ Allarme Bce: tensioni bond anche in Italia, Spagna e Belgio

Giovedì, 16 giugno 2011 - 10:09:00

Mercati/ Borse europee chiudono deboli. Piazza Affari recupera nel finale:  Ftse Mib -0,33%

TITOLI STATO: SPREAD BTP-BUND OLTRE 200 PUNTI, TOP DA GENNAIO - Il differenziale di rendimento tra Btp decennali e Bund tedeschi sale oltre i 200 punti base, ai massimi dall'11 gennaio scorso. Lo spread del decennale portoghese schizza a un nuovo livello record di 861 punti base, mentre quello del decennale spagnolo vola a 280 punti base e quello del decennale greco sale a 1.495 punti base. Si impenna anche il rendimento del decennale spagnolo che sale al 5,71%, mentre quello del titolo greco a due anni schizza al 29,35%.

"Tensioni sul debito sovrano per Italia, Belgio e Spagna a causa dello stress finanziario scatenato dalla crisi di Grecia e Portogallo". E' l'allarme della Bce, che invita il nostro Paese a entrare nel dettaglio sugli "ulteriori interventi per un importo cumulato pari circa al 2,3% del Pil". Intanto per Atene l'Fmi si prepara a varare la quinta tranche di aiuti. Berlino si ammorbidisce. E Papandreou fissa il voto di fiducia per martedì.

BCE: TENSIONI IN MERCATI BOND ANCHE IN BELGIO, ITALIA E SPAGNA - Dalla fine di febbraio all'inizio di giugno, i differenziali di rendimento dei titoli di Stato decennali dei paesi dell'area dell'euro rispetto ai titoli tedeschi corrispondenti "si sono notevolmente ampliati" per Grecia, Irlanda e Portogallo. E anche "le tensioni nei mercati del debito sovrano di Belgio, Italia e Spagna si sono riflesse in questo periodo nelle oscillazioni relativamente ampie dei differenziali con i titoli tedeschi". Lo sottolinea la Bce nel suo bollettino mensile precisando che "attualmente i differenziali di rendimento fra i titoli di Stato greci, irlandesi e portoghesi e quelli tedeschi superano di oltre 300 punti base i corrispondenti livelli di maggio 2010, quando le tensioni nei mercati del debito sovrano hanno iniziato ad acuirsi". Tali tensioni, osserva l'Eurotower, "si sono aggravate a marzo del 2011, in seguito al declassamento, in diversa misura, del debito di Portogallo, Grecia e Spagna da parte delle agenzie di rating e alle incertezze degli operatori riguardo all'entita' e alla portata della European Financial Stability Facility (Efsf)".

AVVERTIMENTO ALL'ITALIA - L'aggiornamento del programma di stabilita' italiano indica che "al fine di conseguire l'obiettivo di un pareggio di bilancio entro il 2014, vanno ancora specificati per il periodo 2013-2014, ulteriori interventi per un importo cumulato pari a circa il 2,3% del Pil". L'aggiornamento del programma italiano del 2011, spiega l'Eurotower, "prevede una riduzione del rapporto disavanzo/pil dal 4,6% del 2010 al 3,9% nel 2011. In seguito tale rapporto scenderebbe ulteriormente a un livello inferiore al 3% nel 2012, in linea con i requisiti" delle procedure per disavanzi eccessivi. "Il debito in rapporto al Pil - osserva ancora l'istituto di Francoforte - dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile attorno al 120% fino al 2012 e poi diminuire".

GRECIA, OK FMI PRESTITO 12 MLD E BERLINO FRENA SU RISTRUTTURAZIONE - Il Fondo monetario internazionale si appresta ad approvare la quinta tranche da 12 miliardi di euro del prestito alla Grecia e la Germania ammorbidisce la sua posizione sulla ristrutturazione soft del debito di Atene. Lo rivela il Financial Times, secondo il quale il Fmi sarebbe pronto a rilasciare il prestito anche se l'Unione europea non ha ancora definito il secondo programma di aiuti ad Atene. Nel frattempo, sulla scia della decisione del Fondo, Berlino e' pronta a cedere sulla sua proposta di estendere di sette anni le scadenze sui titoli del debito pubblico greco, anche se intende mantenere la richiesta di una partecipazione volontaria dei creditori privati.

PIANO UE IN DUE TEMPI - L'Europa concordera' un secondo pacchetto di aiuti alla Grecia l'11 luglio e i finanziamenti arriveranno a settembre. Lo rivela il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, il quale precisa che Bruxelles all'inizio di luglio sborsera' la quinta trance del prestito gia' concordato. "Sono fiducioso - si legge in una nota - che domenica prossima l'Eurogruppo sia in grado di decidere sulla quinta trance del prestito alla Grecia, che avverra' ai primi di luglio. Confido che saremo in grado di concludere anche la revisione d'accordo con il Fmi". "Nello stesso contesto - aggiunge - l'Eurogruppo domenica e lunedi' discutera' i contenuti e le condizioni di un nuovo programma per la Grecia e la natura del coinvolgimento del settore privato, con l'intento di prendere una decisione al prossimo vertice dell'Eurogruppo dell'11 luglio". Secondo Rehn questo doppio approccio consentira' alla Grecia di evitare un default e aprira' la strada ad una strategia di medio termine. "E' stato difficile - spiega Rehn - ma credo fortemente che questo doppio approccio consentira' alla Grecia di evitare uno scenario accidentato". "Cio' significa che il finanziamento del debito sovrano greco non potra' essere assicurato fino a settembre, mentre prenderemo le decisioni di medio termine prima, a luglio".  "E' spiacevole - dice ancora Rehn riferendosi ai risvolti politici della situazione - che gli sforzi per costruire un'unita' nazionale siano falliti ieri". "Non c'e' dubbio  che gli sforzi per evitare il default - che sarebbe una catastrofe per la Grecia - siano responsabilita' di tutte le forze politiche".

VOTO FIDUCIA ATENE ENTRO MARTEDI' SERA  - Si terra' con ogni probabilita' entro la serata di martedi' prossimo il voto sulla mozione di fiducia al governo greco, dopo il rimpasto che si appresta a effettuare il primo ministro George Papandreu, forse gia' oggi stesso: lo hanno riferito in via riservata fonti parlamentari vicine al premier, secondo cui preliminare rispetto alla votazione e' appunto la nomina dei nuovi ministri, e il loro giuramento nelle mani del presidente della Repubblica, Karolos Papoulias. "Il dibattito sul voto di fiducia iniziera' domenica sera, e sara' completato entro la mezzanotte di martedi'", hanno spiegato le fonti. In origine Papandreu era intenzionato a formare un governo di unita' nazionale, dicendosi disposto a dimettersi purche' fosse assunto l'impegno di rispettare fino in fondo il piano di austerita' da 28 miliardi di euro, imposto ad Atene da Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale. L'opposizione conservatrice guidata da Nuova Democrazia aveva pero' ribattuto esigendo invece una rinegoziazione del piano. Tra le mosse piu' probabili da parte del leader socialista, la sostituzione del suo controverso ministro delle Finanze, George Papaconstantinou, tra i principali promotori dei durissimi tagli al bilancio statale, necessari per scongiurare la bancarotta nazionale.
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