Grecia/ Nuovo fallimento sui provvedimenti anti-crisi

La Grecia continua a tenere in ansia i mercati europei. Ieri il premier greco Lucas Papademos, e' uscito senza un accordo dal vertice con i leader dei tre principali partiti di ieri. Papademos ha potuto annunciare solo un'intesa per tagliare la spesa del'1,5% del Pil nel 2012, mentre le altre richieste della troika sono rimaste senza risposta.
In vista dell'Eurogruppo di mercoledi' a Bruxelles i leader dei socialisti, del partito conservatore e dell'estrema desta dovranno ora motivare i loro no ai rappresentanti della troika, i quali, in cambio del secondo round di aiuti da 130 miliardi di euro, chiedono di abbassare i salari minimi, la cancellazione delle tredicesime anche nel settore privato, una riforma delle pensioni e numerosi licenziamenti e prepensionamenti nel settore pubblico.
Senza tutti questi impegni scritti, l'Europa non e' disposta a tirar fuori i nuovi aiuti e la bancarotta della Grecia diventera' inevitabile.
Intanto i due principali sindacati del paese hanno indetto un nuovo sciopero generale per domani contro l'austerita'. Per la Grecia "le scadenze sono state superate" senza arrivare all'accordo, ha rimarcato il portavoce Ue Amadeu Altafaj Tardio. "Speravamo di arrivarci in questi giorni ma purtroppo non e' stato cosi' - ha spiegato Altafaj - tutti i ministri dell'Eurogruppo sono pronti a riunirsi quando ci saranno gli elementi, ma per ora e' inutile convocarli. La palla e' nel campo delle autorita' greche".
Duro anche il giudizio della Cancelliera tedesca e del presidente francese. "Siamo entrambi d'accordo nel volere che la Grecia rimanga nell'euro", ha detto Angela Merkel. "Tuttavia - ha aggiunto - io dico anche che non ci sara' nessun nuovo programma di aiuti per la Grecia se non verra' raggiunto un accordo con la troika". Dal canto suo, Sarkozy ha evidenziato che "i leader greci hanno preso degli impegni e devono rispettarli scrupolosamente". "Vogliamo questo accordo - ha concluso - il tempo sta scadendo e dobbiamo concludere, dobbiamo firmare".
Mentre la trattativa freme, l'Italia diventa trend setter e si invoca anche per Atene un governo Monti. Giorgos Karatzaferis, il leader di Laos, il partito di estrema destra che insieme al Pasok, (socialista) e Nea Dimocratia (centro destra) sostengono il governo greco di salvezza nazionale, in una lettera al premier chiede un rimpasto governativo con l' allontanamento dai loro posti di ministri in dicasteri importanti e la loro sostituzione con tecnocrati, sull' esempio del governo Monti.
"Mentre ci troviamo all' ultima e decisiva fase della nostra difficile impresa per la salvezza del Paese - scrive fra l' altro Karatzaferis, nella sua lettera - propongo per una serie di motivi, l' immediato rimpasto governativo, sull' esempio del governo Monti". Per quanto riguarda l' incontro con il Premier e gli altri partiti che sostengono il governo, Karatzaferis, parlando ai dirigenti del suo partito, ha definito l' andamento delle trattative soddisfacente, sottolineando che insieme a Samaras, sono riusciti a 'salvarè la tredicesima e la quattordicesime mensilità. "Ci troviamo alla metà di una dura battaglia, ha detto Karatzaferis. Le trattative si trovano ad un punto soddisfacente". Ieri la giornata che avrebbe dovuto concludersi con l' accordo tra governo, partiti e la troika Ue-Bce-Fmi si è invece chiusa con un fallimento per le posizioni troppo distanti sul piano di austerità chiesto dalla troika come condizione per lo sblocco di nuovi aiuti per 130 miliardi di euro.
CRISI: FITCH DECLASSA BANCHE ITALIANE DOPO DOWNGRADE PAESE
L'agenzia Fitch ha operato il downgrade di alcune tra le maggiori banche italiane, quale conseguenza automatica del declassamento del debito sovrano del Paese deciso il 27 gennaio scorso. Si tratta in particolare di Monte dei Paschi di Siena e Banco Popolare, le cui emissioni a lungo termine passano a BBB da BBB+; di Iccrea Holding e Ubi Banca, che passano a BBB+ da A-; di Intesa Sanpaolo, ad A- da A. Fitch ha invece confermato il rating A- per Unicredit, Banca Popolare di Sondrio e Banco di Desio e della Brianza. E' stato al contempo rimosso il rating watch con implicazioni negative che fu apposto alle banche il 20 dicembre scorso.


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