Casi e casini di Borsa/ Goldman Sachs aggiorna le stime sugli utili, le banche tornano a correre a Piazza Affari
Le attese per l’esito della riunione dell’Ecofin e una nota di Goldman Sachs in cui gli analisti della banca d’affari americana hanno aggiornato le stime sui principali istituti di credito italiani, introducendo le previsioni trimestrali per l’esercizio in corso e quelle relative all’anno 2013, mettono le ali ai titoli del comparto. Tra i migliori si fa vedere Ubi Banca, che guadagna il 2,9%, poco meno di Lottomatica (che pare risentire positivamente del rigetto dei ricorsi presentati da Camelot e Intralot contro la selezione del consorzio Northstar, guidato appunto dal gruppo italiano, per la gestione delle lotterie dell’Illinois), mentre Intesa Sanpaolo sfiora il +2,7%, Bpm e UniCredit sono attorno al +1,7%, col Banco Popolare che dopo un’apertura in calo recupera il 3,2%, mentre Mps segna +1,3% e il Credem +0,6%. 
Tra gli istituti tricolori a Goldman Sachs continua a piacere in particolare Unicredit (“buy” riconfermato, così come il target price di 2,4 euro), mentre più prudente (“neutral”) è il giudizio su Intesa Sanpaolo, Credem e Montepaschi, tutti confermati come pure i rispettivi prezzi obiettivo (pari rispettivamente a 2,85 euro, 5,6 e 1,1 euro).
Un giudizio neutrale che viene confermato anche nel caso del Banco Popolare, sul quale Goldman Sachs migliora tuttavia il prezzo obiettivo portandolo da 2,98 a 3,1 euro rispetto ai 2,38 euro di stamane, alla luce dell’aumento di capitale da 2 miliardi di euro apertosi ieri.
Un aumento che ha fatto emergere già qualche prima indicazione di quello che dovrebbe essere contenuto nel piano industriale che l’istituto scaligero si appresta a presentare al mercato entro il primo semestre dell’anno corrente, come la progressiva integrazione delle banche minori del gruppo che dopo il rafforzamento degli indici patrimoniali già sopra i minimi previsti da Basilea III potrebbero non dover più essere cedute (salvo il caso della controllata ungherese attorno alla quale già ieri sono circolate voci di una possibile prossima dismissione).
Quanto alle stime in termini di utili per azione, gli esperti di Goldman Sachs sembrano propensi a pensare che il 2011 possa essere un anno meno favorevole di quanto ci si attendeva poche settimane fa (anche se nel complesso migliore del 2010), tanto che quasi tutti gli istituti vedono ridursi le attese: UniCredit (che per il 2010 dovrebbe aver guadagnato secondo gli esperti 10 centesimi a titolo) vede le previsioni passare da 21 a 20 centesimi, mentre Intesa Sanpaolo (18 centesimi di utile a titolo quest’anno) non dovrebbe andare oltre i 26 centesimi (rispetto ai 27 finora previsti).
Rocca Salimbeni (soli 4 centesimi di utile per azione quest’anno) dovrebbe salire a 11 centesimi a fine 2011 (stima invariata), il Credem (ben 34 centesimi a fine 2010) dovrebbe registrarne 44 centesimi a fine anno (da 45) e confermarsi il “re di denari” tra i principali gruppi creditizi quotati a Piazza Affari, mentre per il Banco Popolare (unico a vedere le stime per il 2010 leggermente migliorate, da 21 a 22 centesimi di utile per azione) il ribasso è più marcato, complice l’incremento del numero di azioni post-aumento: gli analisti di Goldman Sachs prevedono infatti che non sarà possibile guadagnare nel 2011 35 centesimi per azione come finora previsto, ma “solo” 27 centesimi a titolo.
Luca Spoldi



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