Gm/ La casa automobilistica è pronta a rimborsare i governi Usa e canadese
A fronte di 59,5 miliardi di dollari di aiuti di stato ricevuti di cui 17,4 ancora in cassa, il produttore americano deve rimborsare 6,7 miliardi di dollari a Washington e altri 1,4 miliardi al Canada e all'Ontario (in scadenza nel luglio 2015) e intende farlo "con acconti trimestrali provenienti dai fondi depositati in garanzia, a partire dal prossimo mese, con un pagamento iniziale di 1,2 miliardi di dollari che verrà effettuato a dicembre, cui seguiranno altri pagamenti trimestrali".
Una buona notizia per il Tesoro Usa, attualmente socio di maggioranza (col 61%) del gruppo americano, che vede ridursi le perdite rispetto al trimestre precedente (chiusosi in rosso di 2,54 miliardi di dollari) e il ritorno a una generazione di cassa positiva (3,3 miliardi la liquidità generata nel periodo, che porta a 42,6 miliardi la liquidità a fine trimestre), a fronte di un fatturato netto di 26,35 miliardi (circa 4,9 in più di tre mesi prima) e di una perdita operativa di 261 milioni.
La quota di mercato è inoltre risalita di 0,3 punti percentuali all'11,9% a livello mondiale, grazie in particolare al boom registrato in Cina, dove il costruttore di Detroit ha venduto nel trimestre 478 mila vetture, contro le 451 mila del secondo trimestre e le 364 mila dei primi tre mesi dell'anno. Numeri che lasciano prevedere un ritorno del titolo a Wall Street nel corso del primo semestre del prossimo anno.
Il gruppo ha inoltre iniziato a rimborsare 500 milioni di euro al governo tedesco per i prestiti accordategli per Opel e ha fatto sapere che restituirà gli ultimi 400 milioni già alla fine del mese. Proprio i rimborsi anticipati degli aiuti di stato oltre che il previsto pagamento di 2,8 miliardi di dollari necessario a far uscire l'ex controllata (eattuale fornitore di riferimento) Delphi a uscire dalla bancarotta, porteranno il gruppo a registrare nuovamente negli ultimi tre mesi dell'anno un flusso di cassa negativo.



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