Gm/ La casa automobilistica è pronta a rimborsare i governi Usa e canadese
Il "nuovo corso" di General Motors non sembra molto diverso dall'ultima stagione ante bancarotta dell'ex colosso di Detroit che oggi ha annunciato perdita di 1,15 miliardi di dollari nel terzo trimestre dell'anno (partito dal 10 di luglio, quando la società è formalmente uscita dalla condizione di bancarotta), eppure a guardare bene alcune differenze esistono eccome.
Anzitutto gli aiuti di stato, a partire dagli incentivi "cash for clunckers", sebbene abbiano fatto bene in generale al settore e quindi anche ai concorrenti di Gm hanno aiutato il gruppo a far ripartire le vendite riducendo al tempo stesso la consistenza delle scorte accumulatesi nei mesi scorsi sui piazzali (scese a 424 mila vetture, 158 mila in meno di fine giugno).
In più l'ex socio di Fiat Auto ha fatto sapere di voler rimborsare prima del termine previsto gli aiuti ricevuti dai governi statunitense e canadese, precisando di essere in grado di accelerare i rimborsi "alla luce delle migliorate condizioni economiche globali, della stabilizzazione delle vendite nel settore e della sua più favorevole posizione di liquidità".



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