Quattroruote/ Dossier Opel, GM mette la parola fine. La Casa del lampo finisce a Magna
Il gruppo Magna ha dovuto vedersela, in una gara al rialzo che è durato oltre tre mesi, con l'investitore finanziario Rhj. Anche se ha potuto contare sull'appoggio del Governo, Angela Merkel e il ministro dell'Economia Karl-Theodor zu Guttenberg in primis.
I 13 membri del board, nel corso dell'incontro, hanno rivisto anche le strategie di marketing e di management: rientra in quest'ottica l'ucita del chief financial officer Ray Young. In attesa dell'annuncio, nelle ultime ore il braccio di ferro fra GM e Berlino si era protratto. Al centro del contenzioso il prestito ponte da 1,5 miliardi di euro accordato per Opel a GM. Il ministro zu Guttenberg ha spiegato che il finanziamento è legato alla vendita delle attività europee a una società.
GM, invece, ha fatto sapere che il prestito è svincolato dal futuro di Opel e quindi Berlino non può chiedere un rimborso anticipato se l'ipotesi di cessione di Opel a Magna sarà bocciata. Il Cda di GM avrebbe valutato tutte le opzioni disponibili per Opel, dopo aver chiesto in agosto maggiori informazioni all'amministratore delegato Fritz Henderson.
Oltre all'eventuale vendita a Magna o a Rhj, dovrebbero essere state valutate sia una possibile insolvenza sia il mantenimento del controllo delle attività europee. Una soluzione quest'ultima che, nelle ultime settimane, è sembrata essere l'orientamento del board ma i cui costi sono elevati. Secondo un rapporto elaborato dall'advisor finanziario Kpmg, mantenere Opel sarebbe costata a GM 6,1 miliardi di dollari, cioé 1,45 miliardi di dollari in più rispetto alle stime di giugno.
Andrea Deugeni



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