Ecco cosa c'è dietro GM e Lehman
Di Massimiliano Fanni Canelles
| Detroit, fermiamo la macchina impazzita... di Angelo Maria Perrino |
Ma per comprendere le motivazioni della crisi finanziaria in atto forse è meglio procedere con ordine. Fino a una decina di anni fa, chiunque volesse ottenere un mutuo doveva dimostrare di possedere le garanzie adatte a coprire l'ammontare del prestito. Soprattutto negli Usa però, spinti da un’economia sempre più spregiudicata dove tutto si compra e si getta come immondizia, le persone, le famiglie, le imprese, non sono più riuscite a garantire la copertura dei debiti con beni materiali.
Le banche e gli istituti finanziari hanno dovuto quindi trovare un sistema per mantenere vivo il mercato del loro maggior profitto: il prestito. Venne quindi “inventato” il frazionamento e quindi l'occultamento del rischio dei mutui: la banca che concedeva un prestito a chi non poteva fornire adeguate garanzie contemporaneamente emetteva dei titoli che vendeva sul mercato per potersi coprire dal rischio di insolvenza dell’utente. Questi titoli, “ripieni” di debiti, per essere comprabili dovevano però essere mischiati con obbligazioni strutturate: le CDO (Collateralized Debt Obligations). Il risultato finale fu che per anni pezzi di debito "avariato" vennero mischiati a titoli efficaci e rivenduti sui mercati finanziari dell'intero pianeta. Era stato creato il sistema dei mutui subprime che invasero l’economia con debiti americani spezzettati e sparpagliati nei mercati di tutto il mondo.
Dall’altra parte le autorità di vigilanza, le agenzie di rating e le banche stesse che avrebbero dovuto sorvegliare e valutare il grado di rischio di questi prodotti finanziari fecero finta di non vedere. Forse per il pesante conflitto di interessi o per il potere del denaro e di chi lo possiede ma in ogni caso questi prodotti gravemente speculativi non vennero mai bloccati. Tanto che, fino al giorno prima del fallimento, la LEHMAN BROTHERS era considerata una società affidabile!
Ed è a questo punto che arriva lo scoop: “l'ingegneria finanziaria” proprio per aggirare il rischio di questi prodotti mette a punto i Credit Default Swap o CDS. Altri prodotti finanziari che permettono di trasferire a terzi il rischio di credito relativo a una transazione tra due parti. Cioè le banche e gli altri attori finanziari, tramite i CDS, si sono rivenduti l'un l'altro i rischi legati alla possibilità che cittadini statunitensi non potessero ripagare la propria rata del mutuo. Cioè applicavano delle polizze assicurative ai titoli che si scambiavano o vendevano. Cioè hanno creato un sistema finanziario parallelo, irreale e non controllato.
Il titolo che aveva maggior rischio quindi non era segnalato dall’agenzia di rating che controllava l’azienda che lo emetteva ma udite udite... aveva una polizza assicurativa più costosa! Quindi chiunque sapesse lavorare in questa assurda “finanza creativa” valutando i CDS dei titoli era in grado comunque di capire il rischio e quindi l’affidabilità dell’azienda che li emetteva... ma nessuno si è preso la briga di avvisare il consumatore di tutto questo. Perché? Forse perchè il volume dei CDS è passato in soli sette anni, da 2.000 a 45.000 miliardi di dollari, una cifra paragonabile al PIL dell'intero pianeta? Forse, ma anche perché l’enorme liquidità scaturita permetteva il reinvestimento in oro e petrolio o in materie prime alimentari.
Un processo che ha causato come ben sappiamo l'impennata dei prezzi, il blocco delle attività commerciali, la diffidenza di banche o agenzie finanziarie verso tutto e tutti, il fallimento di innumerevoli aziende che non vendono più (in primis le fabbriche d'automobili come la General Motors) e 100 milioni di persone scese sotto la soglia della povertà estrema.
E ci avevano detto che era colpa della Cina!
Meditate gente….meditate!



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