Generali/ Generali, al via la fusione con Alleanza e Toro

Martedì, 14 luglio 2009 - 16:55:00

LEGGI LA NOTA INTEGRALE DI GENERALI

Nessuna sorpresa stamane dall’assemblea straordinaria di Generali, dove i soci (era presente il 40,87% del capitale) hanno dato il proprio via libera alla fusione della compagnia triestina con le controllate Alleanza e Toro col 99,82% dei voti favorevoli. Contestualmente alla fusione, che sarà operativa da settembre, nascerà la nuova Alleanza Toro, che risulterà essere il terzo operatore sul mercato italiano escludendo le attività di bancassurance, riguardo le quali Perissinotto ha ricordato che si attende che il pagamento da parte di Intesa Sanpaolo del 50% di Intesa Vita, valutato oltre 700 milioni dall’esperto indipendente Tillinghast, avvenga “entro fine luglio”.
 
La delibera votata dai soci (tra i presenti spiccavano i rappresentanti di Mediobanca, col 14,05%, della Banca d’Italia col 4,45% e di UniCredit col 3,06%) prevede anche il conseguente aumento del capitale sociale al servizio della fusione e dei piani di stock option adottati da Alleanza nel 2003. Nel suo intervento a inizio lavori l’amministratore delegato di  Generali, Giovanni Perissinotto, ha negato che l’operazione possa portare ad una cannibalizzazione dei marchi delle due controllate, che invece resteranno separati in linea con la strategia “multi brand” del gruppo, ribadendo il forte significato “industriale” del piano varato.

Piano che non solo consentirà una semplificazione a livello organizzativo, ma grazie alle “eccellenti” possibilità di cross selling dovrebbe consentire di veder salire il tasso di penetrazione della base clienti al 25%-30% entro il 2012. Le sinergie di costo, poi, sono stimabili per Perissinotto in 200 milioni  di euro, mentre l’aggregazione tra due compagnie “molto complementari” darà vita ad un operatore tra i più competitivi del mercato, forte di una rete di circa 2 mila punti vendita e di 18 mila agenti e venditori al servizio di oltre 3,3 milioni di clienti. Numeri che consentiranno di raccogliere 5,4 miliardi di premi annui, derivanti per circa due terzi (3,6 miliardi) dal ramo vita (la cui “fabbrica prodotto” sarà Alleanza) e per la parte restante (1,8 miliardi) dal ramo danni (in questo caso sviluppati da Toro).

Per quanto riguarda l’azionariato, dopo la fusione Mediobanca vedrà scendere la propria partecipazione al 13,4%, rispetto al 14,8% detenuto dopo l'assegnazione di azioni gratuite al momento della distribuzione del dividendo per l'esercizio 2008, mentre Banca d'Italia deterrà il 4,5% (dal 4,6%). Quanto agli altri soci, Unicredit calerà al 3% (contro il 3,28% attuale), De Agostini al 2,5% (dal 2,79%), Barclays si stabilizzerà al 2,2% e Del Vecchio scenderà appena sotto la soglia rilevante del 2%, passando dal 2,07 all’1,9%.

Luca Spoldi

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Whitney Houston/ Letale mix di alcol e farmaci
Francia/ Polemiche per la statua di bronzo di Carla Bruni
Grecia/ In 100mila in piazza ad Atene contro piano austerity
Siria/ Damasco rifiuta "categoricamente" decisioni Lega Araba
Violenza sessuale/ Operata la ragazza romana stuprata all'Aquila
Pdl/ Cicchitto: no a 'Papi stranieri', sostengo Alfano
Nave affondata/ Avviate operazioni prelievo carburante
Grecia/ Manifestanti di fronte al Parlamento, scontri con la polizia
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Case da sogno

Una villa? Un attico? Un loft? Quello che cerchi in un click
Trova tutto qui!

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso