Gas/ Putin fa scacco matto. Il fallimento della politica di Bruxelles
Di Robert Cia
L'ingresso a pieno titolo della Francia nei progetti dei gasdotti russi South Stream e North Stream non puo' che suonare come una grande vittoria della politica energetica di Mosca. L'avvicinamento di Parigi completa il quadro di alleanze della Russia con le maggiori potenze energetiche continentali dopo i forti legami gia' stretti con Germania, Italia e Gran Bretagna. Di fatto le ambizioni di Bruxelles, che voleva affrancare l'Unione dall'ombrello energetico russo, si stanno rivelando, ogni giorno di piu', un'utopia.
Non solo, ma l'accordo per l'ingresso di Electricite de France nel consorzio South Stream deve far riflettere anche coloro i quali vedono nel nucleare un modo per affrancarsi dagli idrocarburi e per aumentare l'autonomia energetica di un paese. Se anche il piu' grande singolo operatore nucleare al mondo sente il bisogno di partecipare al risiko del metano russo evidentemente questo vuol dire che si vuole avere un ruolo nel mondo dell'energia, almeno nel futuro prossimo, non si puo' non essere nella partita del gasdotti internazionali. Ma l'esecutivo europeo deve incassare anche un'altra sconfitta legata alla (mancata) liberalizzazione del mercato elettrico francese. Si tratta di altro paradosso interessante della partita Edf-Gazprom che emerge dai primi dettagli dell'intesa ed in particolare dalla contropartita legata all'ingresso di Gazprom nel mercato elettrico francese.
Parigi e' sempre stata molto aggressiva sui mercati esteri (vedi scalata Montedison) ma gelosissima del monopolio energetico sul suo mercato interno (Enel ne sa qualcosa). Monopolio che Bruxelles e' riuscita appena ad intaccare. Impossibile non ricordare le lunghe ed estenuanti trattative per l'ingresso della societa' elettrica italiana in Francia o il caso Suez. Questo non ha impedito ai francesi di stendere un tappeto rosso a Gazprom che ha ottenuto una quota di energia nel paese trasalpino in poche settimane. Gli stessi francesi che con Gaz de France sono nel progetto del gasdotto europeo Nabucco e allo stesso tempo puntano al 9% di North Stream. Il fatto e' che la Russia ha molto da offrire ai suoi partner attuali e potenziali, non solo sul fronte energetico, e questo le da' la facolta' di posizionarsi rapidamente su tutti gli scacchieri.
In questo senso non e' difficile prevedere che il gas che Bruxelles intende portare in Europa, quello dei paesi dell'Asia centrale, non restera' a lungo senza un padrone e a disposizione di Nabucco. L'accordo firmato ieri da Eni con il Turkmenistan potrebbe essere un indizio di questa attenzione verso l'unica fonte di metano ancora a disposizione dell'Europa via terra. In sostanza oggi abbiamo assitito al trionfo della 'realpolitik' energetica di fronte ai complessi, poco comprensibili e a volte demagogici disegni dell'Europa del pacchetto '20-20-20', delle liberalizzazioni a sighiozzo o del gasdotto Nabucco.



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