Manovre/ Galassia Gavio ancora sotto tiro in Borsa

Martedì, 17 novembre 2009 - 18:20:00

Gavio

Marcellino Gavio con il figlio Beniamino
Per il secondo giorno consecutivo, il mercato sembra cinicamente scommettere su futuri movimenti al vertice della galassia Gavio. Un riassetto imposto dalla scomparsa del patron Marcellino e che avrà per protagonisti i suoi due figli (Daniela e Beniamino, rispettivamente di 51 e 44 anni) e i due nipoti (Marcello e Raffaella, figli del fratello Pietro, di 42 e 37 anni). Soggetti che, al momento, si spartiscono (Beniamino, con il 28,14% e Marcello, con il 24,51%, hanno i pacchetti più rilevanti) le quote di Aurelia. La holding di controllo di cui Gavio era presidente. Una cassaforte attraverso la quale l'imprenditore tortonese gestiva 1200 km di autostrade, amministrava due società quotate (Sias e Astm) e diceva la sua in Impregilo (assieme alla famiglia Benetton e a Salvatore Ligresti in Igli). Il leader italiano delle costruzioni.

Anche oggi, i titoli appartenenti alla scuderia, eccezion fatta per Impregilo (bersaglio oggi di prese di beneficio,

IMPREGILO1/ RUMOR: Calta, Calta, Calta, giron, giron giron! Sarebbe proprio il caso di dirlo, vista la prorompenza del Caltagirone nostrano. L'uomo è sempre a caccia delle più ambite prede economico/finanziarie. Stando ad autorevolissimi rumors meneghini si sarebbe invaghito di una bella "fanciulla"molto attiva nel settore delle costruzioni... Fuor di metafora si parla con insistenza di un ingresso del Supercalta capitolino in una delle principali aziende di costruzioni. Il nome? Ah saperlo....

PS: L'azienda in questione è Impregilo...tanto più ora, dopo la scomparsa di Gavio...il Calta vorrebbe averne una quota

IMPREGILO2/ Il Gup di Milano Enrico Manzi ha rinviato a giudizio Piergiorgio Romiti e Paolo Savona, rispettivamente ex a.d. e presidente di Impregilo, accusati di aggiotaggio in relazione a false informazioni  al mercato per alterare il valore delle azioni nelle sedute di borsa del 25 febbraio, 10 marzo e 30 dicembre del 2003. E' stata invece prosciolta la società che era accusata di aver violato la legge 231 del 2001, quella che impone alle aziende di predisporre modelli organizzativi per prevenire la
commissione di reati dei propri dipendenti. Processo al via il 28 gennaio.

spiegano dalle sale operative) sono infatti saliti. Soprattutto Sias, la società che controlla il tratto autostradale lungo il corridoio tirrenico. Azioni che, a fine seduta, hanno portato a casa oltre il 4%, mettendo a segno una performance di spicco in un listino piuttosto depresso.

Se subito dopo la scomparsa del re dell'asfalto dal quartier generale di Aurelia hanno immediatamente messo le mani avanti, facendo filtrare che non c'è alcun dissidio tra gli eredi tale da stravolgere il controllo del gruppo, ambienti vicini al gruppo piemontese hanno riportato invece che fra Daniela, Beniamino, Marcello e Raffaella non ci sarebbe perfetta identità di vedute sulle strategie future del gruppo. In particolare, fra i due maschi.

Un quadro che costringerebbe a lanciare un'Opa sulle altre quote chi dei quattro eredi dell'impero Gavio voglia in futuro assumerne il controllo. Operazione che scatta (obbligatoriamente) dopo aver oltrepassato la soglia del 30%.   

Per ora, però, fanno notare quanti seguono da vicino le sorti del gruppo, le redini della Galassia sono nelle mani di Beniamino. Sono già tre anni, inoltre, raccontano ad Affari dalle sale operative, che il giovane manager gestisce le comunicazioni del gruppo con il mercato, dopo essersi visto assegnare dal padre, nel 2006, il primo pacchetto di peso di Aurelia.

Nel 2005, inoltre, lo stesso Beniamino aveva anche affiancato Bruno Binasco, storico braccio destro di Marcellino, amministratore delegato di Argo (la seconda scatola nella catena societaria controllata interamente da Aurelia) e presidente di Sias, nelle difficili trattative con i Romiti su Impregilo. Trattative che andarono però in porto, si dice, solamente grazie alla capacità negoziale e di relazione del vecchio capofamiglia.

E' proprio l'ampio ventaglio di relazioni sociali e politiche, un capitale fondamentale per portare avanti in maniera vincente il business delle costruzioni, delle concessioni autostradali e delle partecipazioni finanziarie, spiegano gli addetti ai lavori, che mancherebbe al figlio di Marcellino. Seppur il patron ne avesse preparato per tempo la successione. Tanto che si vocifera che addirittura lo stesso Beniamino, vicepresidente anche della Mi-To e consigliere di Impregilo, potrebbe fare un passo indietro (i maligni ne mettono in dubbio anche la preparazione accademica, maturata alla Kensington University di Glendale in California. Ateneo per corrispondenza chiuso dalle autorità Usa nel 2003). Facendosi affiancare da un forte manager alla Giovanni Castellucci (l'attuale a.d. di Atlantia). Autentico jolly del settore, in grado di sgravare il 44enne manager dalle pressioni che la gestione di un impero da 6,5 miliardi di fatturato giocoforza comporta.

Per i rumor, dunque, si ragiona anche su un successore a Binasco, legato sì a Marcellino, ma meno al figlio. Un cambio della guardia da inserire in un'ottica di lungo periodo, quadro necessario a replicare i successi che Marcellino Gavio è riuscito a conseguire in oltre 40 anni di attività.

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