Viespoli (PDL): "Gabbie salariali? Bisogna uscire non crearne"
di Francesco Cocco
![]() Pasquale Viespoli |
Ma a Viespoli certi steccati non fanno effetto. Dal 2001 al 2006 ricoprì il medesimo ruolo; e il "suo" ministro era un padano: Roberto Maroni, leghista. Collaborazione riuscita. Oggi, però, oltre alla questione settentrionale, è tornata quella del Mezzogiorno. E allora, è notizia di questi giorni, l'associazione di Viespoli (Mezzogiorno Nazionale) e quella presieduta da Gianfranco Fini (Farefuturo) terranno a ottobre un'iniziativa per il Sud. Ma attenzione: mai opinare che quello sia il controprogramma per il Sud di Gianfranco Fini. Altrimenti Viespoli si arrabbia.
Si aspettava questo ritorno di interesse, almeno dichiarato, per il Mezzogiorno?
E' un po' tardivo. La consapevolezza di quanto lo sviluppo del Sud sia strategico per il Paese intero manca da diversi anni e non riguarda un governo solo. Anzi.
Crede che l'esecutivo Berlusconi avrebbe potuto fare di più?
Questo governo per il Sud ha fatto due cose di straordinario rilievo: sul piano concreto e simbolico, l'intervento sui rifiuti a Napoli. Un recupero della funzione, del ruolo, della presenza dello Stato. E una chiara denuncia del fallimento della classe dirigente del centrosinistra in Campania e nel Mezzogiorno. Perché è lo schieramento che dal 2005 governa tutte le regioni meridionali, almeno quelle peninsulari. In secondo luogo, ha posto una forte attenzione sul tema della lotta alla criminalità, con i risultati ottenuti dall'azione del ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Provvedimenti importantissimi sono contenuti nel pacchetto sicurezza, ma sono passati sotto silenzio. Mi riferisco alle norme contro la criminalità mafiosa e i suoi patrimoni.
Un provvedimento che non sta passando sotto silenzio, pure se soltanto annunciato, è quello delle gabbie salariali, o comunque dell'adeguamento dei salari al costo della vita.
Il problema non è fare le gabbie, ma uscirne. Fare venir fuori il Sud da una situazione di ingabbiamento. Le differenze salariali già esistono. Il punto è accompagnare le parti sociali. Che peraltro hanno già raggiunto un accordo per rafforzare la contrattazione a livello aziendale o territoriale. E' quello il luogo più "importante" per lo scambio tra salario e produttività, nonché tra salario e partecipazione.
Proprio le parti sociali, tutti i sindacati e Confindustria, si sono detti contrarie alle "gabbie".
Io credo che il Presidente del Consiglio intendesse ciò che ho appena detto. Va cioè valorizzato il luogo della contrattazione più vicino al territorio, dove tener conto anche del costo della vita. D'altra parte, la negoziazione sul salario differenziato ha accompagnato strumenti osannati da alcuni, da altri vituperati, come i patti territoriali, in cui le parti, per accompagnare gli investimenti, si accordavano anche riguardo al salario .
Altro tema campale è l'uso delle risorse per le aree sottoutilizzate (Fas) destinate alle regioni del Sud. Lo stesso Berlusconi ha ammesso che sono state utilizzate diversamente.
Sono state utilizzate per fronteggiare problemi di tutto il Paese, a partire dall'Ici (per "coprire" parzialmente la sua abolizione, ndr) fino alla vicenda degli ammortizzatori sociali.
Secondo lei il taglio dell'Ici era una priorità, in questa situazione?
L'ho appena detto: in una fase di difficoltà del Paese, queste risorse finalizzate in direzione del Sud sono state utilizzate per Ici e ammortizzatori. E' un dato di fatto.
Ripeto: secondo lei, la scelta del governo di tagliare l'Ici è stata, in questa fase, opportuna?
E' una polemica che comprendo, ma è per molti versi fuorviante. Il problema non è la quantità della spesa. O non solo questo.
Piuttosto?
La sua qualità, direzione, organicità, strategicità, concentrazione. Nel quadro di una visione sistemica del Mezzogiorno.
Esempio: il Ponte di Messina? E' una priorità per il Mezzogiorno?
Insieme ad altre, così come individuate nelle risorse per gli investimenti che il Cipe ha già deliberato. E' una scelta importante.
Sembra che Gianfranco Fini stia preparando un proprio piano alternativo per il Sud.
Il presidente della Camera svolge una funzione istituzionale e credo si occupi di tali questioni proprio perché fondamentali. E lo fa con spirito e cultura istituzionale.
Proprio la fondazione Fare Futuro, presieduta da Fini, e l'associazione Mezzogiorno Nazionale che fa capo a lei, a ottobre presenteranno un documento per il Sud.
Mezzogiorno Nazionale in collaborazione con Fare Futuro organizzerà in quel mese un'iniziativa di riflessione e confronto sul Sud. Con un taglio di carattere istituzionale, considerando il problema del Sud come una questione d'interesse nazionale che va al di là degli schieramenti e dei governi. Per questo è auspicabile che ci sia anche il contributo di soggetti che hanno ruoli e funzioni istituzionali.
Per esempio, Fini.
(Qui Viespoli si arrabbia un po', Ndr) ...Questo tentativo di ridurre tutto alla contrapposizione personalistica e leaderistica è la cosa che meno aiuta l'approfondimento e il dibattito delle idee. Credo di essere stato chiaro.
E' vero che la Lega ha la golden share del governo?
La Lega fa la Lega. Il problema è che anche gli altri devono svolgere il proprio ruolo. La Lega è una forza di matrice regionalista o macroregionale cui si può chiedere solidarietà e responsabilità di governo. Cose che, nelle occasioni importanti, ha mostrato. Ed è sempre stata un alleato leale. Il problema è costruire forze che abbiano cultura e dimensione nazionale.
E il Partito del Sud annunciato dalle parti della Pdl?
L'unico modo di fare gli interessi del Sud e del Nord, entrambi, è fare il partito degli italiani. Ed è l'obiettivo strategico del Popolo della Libertà.



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