Gabbie salariali/ Angeletti (Uil): "Una stupidaggine". Pd e Idv: non è una soluzione
Gabbie salariali bocciate dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, secondo cui "sono solo una stupidità, non condivisa da nessun imprenditore o dalle loro associazioni, perché il salario e le retribuzioni compensano il lavoro come si fa e non dove si fa: "i politici dovrebbero essere un po' piu' attenti quando affrontano i problemi salariali". "Si applicavano in Italia e in Urss negli anni '50: due esperienze che si sono estinte negli anni '90 positivamente nel nostro paese e in ben altro modo nell'Unione sovietica. Nessuno riesce a dire come potrebbero essere applicate".
Angeletti ha bocciato anche l'opzione di una scala mobile a doppia velocità. "E' anche questa è una stupidaggine perché il salario e le retribuzioni compensano il lavoro come si fa e non dove si fa. I politici dovrebbero essere un po' piu' attenti quando affrontano problemi salariali perche' sono questioni fondamentali per chi vive solo del proprio lavoro - sottolinea polemicamente il leader della Uil - d'altronde non c'e' nessun imprenditore italiano o associazione di imprese favorevole a un'idea del genere e un motivo, evidentemente, ci sara. Quello che dovrebbe fare il governo e' sostanzialmente applicare per quanto lo riguarda il modello contrattuale che ha sottoscritto anche nella sua figura di datore di lavoro. Il nuovo modello contrattuale - conclude - offre una grande flessibilita' che garantira' aumenti salariali in funzione della produttivita': e questo dovrebbe essere piu' che sufficiente per rilanciare la competitivita' dell'azienda Italia".
Dalla Lega, invece, i commenti positivi non tardano. Per il vice presidente del Veneto Franco Manzato,"l'idea di rapportare le buste paga al costo della vita sul territorio è una questione di mero buonsenso. Il premier ha dimostrato di conoscere le esigenze dei lavoratori e delle aziende del Nord e del Sud. Proposta quella delle gabbie salariali che però vede una decisa opposizione della minoranza".
Secondo Leoluca Orlando, portavoce dell'Italia dei Valori, invece, "la qualità della vita non dipende solo dal suo costo, riferito ai generi di prima necessità, ma da un'adeguata rete di servizi e infrastrutture, di cui il Sud è carente. Per questo – aggiunge -, continuiamo a ripetere un secco no alla proposta di gabbie salariali".
E anche dal partito democratico l'europarlamentare e coordinatore della mozione Bersani al congresso del Pd, Gianni Pittella "Gabbie salariali per affondare ancora di più il reddito pro-capite dei meridionali». E critica anche l'altra idea del premier di istituire un'agenzia per il Sud: "Inutile per il meridione senza soldi né idee presieduta ovviamente dallo stesso premier". In realtà sulla questione delle gabbie salariali lo stesso ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, ha precisato il senso del suo intervento, in un'intervista al Giornale, dopo aver spiegato di non averle mai evocate, il ministro ha riconosciuto che la contrattazione nazionale sul minimo salariale deve essere uguale per tutti, mentre nella contrattazione decentrata si dovrà tenere conto del costo reale della vita e del potere d'acquisto.



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