Sud, Calderoli: "Non vogliamo riportare le gabbie salariali"
Ho la sensazione che chi ne parla lo faccia per partito preso senza conoscere la realtà delle cose''. Per Bonanni quello che viene posto è un ''falso problema'' perché ''i salari al Sud sono già più bassi di quelli del Nord'' e poi perché ''con il nuovo sistema contrattuale si punta proprio a legare meglio le retribuzioni alla produttività espressa in azienda. Flessibilità sì, gabbie no''.
Le gabbie salariali sono uno strumento che in Italia fu già introdotto, ben 64 anni fa, nel 1945, con l'accordo del 6 dicembre, dalla Cgil unitaria e dalla Confindustria. Erano considerate dalle realtà industriali un elemento di flessibilità del sistema retributivo perché favorevoli alle imprese insediate nelle regioni meno sviluppate. Già da quando furono introdotte, i sindacati non fecero mancare le loro proteste contro quella che era stata definita "disparità geografica di trattamento tra i lavoratori". Il 12 febbraio del 1969 Cgil, Cisl e Uil proclamano uno sciopero nazionale. Poi, la svolta: il 18 marzo i sindacati raggiunsero un accordo con Confindustria sull'unificazione progressiva dei salari. I minimi torneranno ad essere uguali in tutta Italia a partire dal 1 luglio 1972. Le gabbie salariali tornarono nuovamente d'attualità alla fine degli anni Ottanta. Il sindacato della Lega, al congresso di fondazione, rilanciò l'idea di una contrattazione differenziata tra Nord e Sud, facendone così uno dei suoi cavalli di battaglia.



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