G8/ Ora le vere regole le detta Pechino. Intesa sul clima, "Fatti passi in avanti"
| SBLOCCATI NEGOZIATI DI DOHA - Ci sara' una nuova riunione prima del G20 a Pittsburgh per sbloccare i negoziati di Doha. A deciderlo sono stati i leader del Major Economies Forum, nella prima parte della riunione di questo pomeriggio all'Aquila. Il premier Silvio Berlusconi - spiegano fonti del G8 - ha G8/ La dichiarazione dei leader su economia, sviluppo e clima Berlusconi: "In arrivo 10-15 miliardi di dollari di aiuti ai Paesi poveri" ANALISI/ Clima, Obama e Ue obbligati al compromesso con la Cina G8/ Intesa su Doha e regole generali. Sul clima Cindia si mette di traverso Scheda/ Le linee del documento economico del G8 G8/ Cambiamenti climatici, Greenpeace occupa 4 centrali di carbone |
C'e' intesa sulla soglia dei 2 gradi centigradi per l'aumento della temperatura ma non sul taglio del 50% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Si chiude così la seconda giornata di lavori del summit internazionale in corso nel capoluogo abruzzese, tutta incentrata sulla questione-clima e sugli aiuti ai paesi emergenti. Una giornata in cui sono stati compiuti "Importanti passi avanti". Ne e'convinto Barack Obama nonostante poche ore prima il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon abbia criticato gli obiettivi posti dagli Otto Grandi perche' "poco ambiziosi".
Per l'occasione, il G8 si 'allarga' e nelle sue maglie comprende anche i paesi emergenti (oltre il G8, vi sono appunto i paesi del G5 che sono India, Cina, Brasile, Messico e Sudafrica, piu' l'Egitto). Da registrare, sul clima, la presa di posizione della Cina che ha fatto presente di non ritenersi vincolata dagli impegni assunti dal G8. A "frenare" sul taglio delle emissioni di C02 del 50% entro il 2050, e' anche l'India.
Hu Jintao ha preferito disertare il G8 per rientrare a Pechino e seguire da vicino l'evolversi della situazione nella provincia dello Xinjian dove gli Uiguri sono in rivolta, ma la delegazione cinese non ha affatto perso l'occasione, complice l'allargamento del vertice di L'Aquila ai leader dei paesi emergenti, per chiedere nuovamente una diversificazione del sistema monetario internazionale.
Una posizione, espressa ufficialmente dal consigliere di stato Dai Bingguo, di cui si dovrebbe trovare eco nel documento finale del vertice, che sosterrà la necessità di giungere ad un sistema monetario "stabile e ben funzionante" e di prevenire svalutazioni competitive sul mercato dei cambi. Un do ut des che ancora una volta ha come obiettivo finale il dollaro, già al centro delle attenzioni cinesi al G20 di Londra e poi in una serie di incontri bilaterali con gli altri membri del "Bric" (Brasile, Russia, India e Cina) che già il mese scorso a Ekaterinburg, in Russia, ribadirono il proprio "no" al dollaro come unica moneta di denominazione degli scambi commerciali internazionali.
Bingguo oggi fa un passo avanti e chiede di "mantenere una relativa stabilità dei tassi di cambio delle principali valute di riserva internazionale" ma allo stesso tempo di "promuovere un sistema monetario internazionale più diversificato e ragionevole", così da "migliorare il sistema monetario internazionale e rinforzare il regime delle riserve monetarie".
Non si tratta evidentemente di un obiettivo di breve termine, tanto che nel testo finale non si parlerà di necessità di diversificazione del sistema monetario per non contrariare gli Stati Uniti, intenzionati a difendere con le unghie e coi denti il predominio del dollaro. Pechino sa del resto che lo yuan non può al momento né pensare di sostituire tout court il biglietto verde, né di entrare a far parte di un paniere di valute che lo sostituisca.
La Cina è tuttavia il principale creditore mondiale degli Usa (le riserve estere denominate in valuta Usa sono pari a 1.500 miliardi di dollari) e di recente si è pubblicamente interrogata in merito alla sicurezza dei propri utili finanziari in dollari, arrivando di recente ad evocare la nascita di un sistema sotto gli auspici del Fondo monetario internazionale, ipotesi colta al volo dal direttore generale dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn, che ha definito "legittime" le discussioni su una nuova valuta di riserva internazionale. Anche se dalla Casa Bianca hanno tenuto a precisare che "il dollaro rimarrà la principale riserva valutaria".
La proposta cinese serve dunque a ricordare chi ha il coltello dalla parte del manico, specie in un momento come questo di recessione economica mondiale di cui non si vede ancora la fine che sta penalizzando maggiormente gli Stati Uniti e l'Europa che non la Cina stessa, grazie ad un piano di interventi pubblici a favore della propria domanda interna che pare in grado di raggiungere obiettivi più importanti e in tempi più rapidi di quanto non stiano ottenendo gli aiuti di Obama o le misure straordinarie varate dai Quindici.

La manifestazione delle Ong Oxfam e Ucodep contro la fame nel mondo
| Draghi fra i Grandi/ Anche il Governatore della Banca D'Italia, Mario Draghi parteciperà alla cena che sarà offerta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ai capi di Stato di Governo del G8 e degli altri principali Paesi e organizzazioni presenti al summit de L'Aquila. Draghi parteciperà alla riunione anche in qualità di presidente del Financial Stability Board. |
Tanto che, al posto di vincoli stringenti, i "grandi" hanno preferito seguire, accogliendo le richieste degli "emergenti" (Australia, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico e Sudafrica), la strada della creazione di una partnership globale per lo sviluppo di tecnologie eco-compatibili. In sostanza più soldi alla ricerca e sviluppo di tecnologie "pulite" (si parla di raddoppio degli investimenti attuali entro il 2015) grazie al coinvolgimento delle aziende private e allo sviluppo di una collaborazione internazionale che porti, anche, alla nascita e al rafforzamento di centri di ricerca regionali.



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