Regole sulla finanza/ Berlino alza la voce. Al via il vertice del G20 a Pittsburgh
Lotta agli squilibri macroeconomici, nuove regole sul funzionamento dei mercati, vigilanza sul capitale delle banche e super stipendi. Parte a Pittsburgh, capitale della Pennsylvania, il summit del G20. Vertice che durerà fino a venerdì. Chi si attende dal G20 una decisione messa nero su bianco, però, si sbaglia di grosso. In effetti, il G20 non ha potere legislativo. Ma sicuramente, con la riunione nella Steel City o città d'acciaio (come viene denominata, in ricordo della sua fama come polo siderurgico mondiale), si vuole imprimere un imput decisivo per il futuro dell'economia del Pianeta. 
Barack Obama e Hu Jingtao
Al summit si discuterà soprattutto di come agganciare il treno della ripresa, ma anche nel dettaglio dell'introduzione di nuove regole per i mercati finanziari per far si' che non si ripeta una recessione di tale portata. Occhi puntati anche sulle soluzioni per rianimare il mondo del lavoro e ridurre la disoccupazione a livelli fisiologici. La riunione si aprirà formalmente con una cena ufficiale, e poi proseguirà nella mattinata di venerdi': sarà il presidente americano Obama a fare da padrone di casa al summit al quale prenderanno parte i capi di Stato ma anche i Ministri dell'Economia e i governatori delle Banche centrali di 19 paesi: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa, Corea del Sud, Turchia, il Regno Unito e appunto gli Usa.
Tutti assieme, essi rappresentano il 90% del Pil mondiale, l'80% del commercio nonche' i due terzi della popolazione del Pianeta. Per l'Italia, sono attesi il premier Silvio Berlusconi con il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nonche' Mario Draghi Governatore di Bankitalia e Presidente del Financial Stability Forum. A novembre scorso, alla prima riunione del G20 a Washington, i Grandi convenirono sulla necessita' di un "action plan" secondo alcune direttrici: maggiore regolazione dei mercati, rafforzamento della cooperazione internazionale, e la riforma delle istituzioni internazionali finanziarie. Successivamente, all'incontro di Londra, venne raggiunto un accordo su diversi punti: ricostruire la fiducia nei mercati, riformare appunto le istituzioni finanziarie, promuovere il commercio globale e gli investimenti e rigetto del protezionismo e, quindi, la costruzione di una ripresa, verde e sostenibile.



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