G20/ Bric: no agli indicatori su squilibri. Bernanke: "Basilea 3 anche per gli Usa"
Si annuncia in salita la strada per un accordo al G20 dei ministri finanziari che si è aperto a Parigi sugli indicatori per misurare gli squilibri economici e finanziari a livello globale. La proposta francese, sostenuta dai paesi europei e dagli Stati Uniti, incontra l'opposizione dei Bric, le economie emergenti di Cina, Brasile, India e Russia. Una sorta di compromesso sara' inevitabile ma dal vertice di Parigi probabilmente la principale novita' e' l'annuncio del presidente della Fed, Ben Bernanke, che ha assicurato che gli Stati Uniti adotteranno molto rapidamente i nuovi standard di Basilea 3. L'America e' impegnata ad ''adottare rapidamente'' le regole di Basilea 3, anche se il guardiano del dollaro ha precisato che ''resta ancora molto da fare'' per una piu' efficace regolamentazione del sistema finanziario internazionale. In attesa delle conclusioni del vertice, oggi e' stata la giornata dei banchieri centrali che mostrano una sostanziale condivisione sull'approccio e sul timing degli interventi che i governi devono realizzare per disegnare una piu' efficace architettura normativa del sistema finanziario.
''Andiamo avanti, portiamo avanti il lavoro e finiamolo al piu' presto possibile'', e' stato l'auspicio del Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, responsabile del Financial Stability Board, sottolineando che le nuove regole dovranno portare in futuro ''piu' trasparenza''. I banchieri centrali, da Bernanke a Trichet della Bce, hanno poi difeso la proposta caldeggiata dalla Francia sul'introduzione di criteri per misurare gli squilibri. ''Dopo alcune parziali riduzioni causate dalla crisi - ha avvertito Trichet - gli squilibri globali sono tornati a crescere e cio' impone un cambiamento nelle politiche monetarie internazionali e di cooperazione finanziaria''. Dunque e' ''estremamente benvenuta'' - ha detto - la proposta della presidenza di turno francese. Ma le economie mature di Europa e Stati Uniti devono fare i conti con i paesi emergenti.
I cosiddetti Bric si sono riuniti oggi in un incontro informale ed hanno ribadito la loro contrarieta' ad alcuni indicatori cosi' come hanno ripetuto la loro opposizione a sistemi di regolazione dei flussi di capitali. Il Brasile in particolare e' assolutamente contrario, temendo che Europa e Stati Uniti intendano procedere per una regolamentazione orientata alla tutela dei loro asset ignorando le esigenze delle econoie emergenti. Parlando a una conferenza al G20, il presidente della Bce ha inoltre affermato che la decisione della presidenza francese di focalizzare il summit sugli indicatori degli squilibri mondiali ''e' estremamente benvenuta''. Come spesso accade, la posizione degli Stati Uniti sara' fondamentale nella definizione di una soluzione di compromesso.
Il segretario al tesoro Tim Geithner ha sottolineato che ''non c'e' alternativa al Fondo monetario internazionale quale organismo incaricato di monitorare gli squilibri globali'', aggiungendo che la priorita' dovrebbe essere la definzione di un sistema per disincentivare tali squilibri. La commissione europea sfoggia ottimismo. Il commissario agli affari monetari, Ollie Rehn, e' convinto che ''si trovera' un accordo sulle linee guida degli indicatori''. La Commissione considera di cruciale importanza un accordo anche se al ribasso rispetto alla proposta francese, rinviando magari le parti piu' complesse a un secondo momento.



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